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Furti e rapine, dieci arresti

La polizia ha sgominato un clan familiare che progettava nuovi colpi

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CAGLIARI. Nelle loro ruberie tra Quartu e Flumini hanno trovato anche fucili e pistole e non si preoccupavano di parlare apertamente al telefono di come organizzarsi per nasconderle. E’ dall’ascolto delle telefonate che si è scoperto il ruolo di primo piano di un ragazzo di appena vent’anni (Sergio Paolo Desogus) il quale spiegava a padre e zio (Davide e Cristian Desogus) che fare per le armi e quali furti mettere a segno. Durante le conversazioni emergeva la presenza di un minorenne coinvolto senza pudore nel crescendo di reati per i quali squadra mobile di Cagliari e il commissariato di Quartu hanno cominciato presto a stabilire una connessione. Ieri, in conferenza stampa, i dirigenti della mobile, Alfredo Fabbrocini, il responsabile della quarta sezione della mobile, Massimo Imbimbo, e il capo del commissariato di Quartu, Mimmo Bari, hanno spiegato che la “connessione” era di tipo familiare: padre, figli, zio, un’amica (Silvia Mura), la nipote (Noemi Andrea Nairi) e il fidanzato di quest’ultima (Manuel Corona) avrebbero imperversato sulla costa quartese e a Cagliari dove Corona avrebbe anche dato fuoco a un furgone in via Seruci e il giorno dopo esploso tre colpi di pistola contro la finestra del titolare del furgone. Padre, figlio, zio e amico il 7 marzo scorso avevano rapinato un’imprenditrice di 64 anni finita in ospedale per l’aggressione subìta. All’elenco mancano Marco Becini, Gianluca Corti e Gianluca Orrù: tutti fermati da un decreto urgente del pm Danilo Tronci richiesto dalla polizia che aveva ormai ben chiari i prossimi colpi del clan. (a.s.)

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