La Nuova Sardegna

Assistente giudiziario: un esercito dall’isola

di Silvia Sanna
Assistente giudiziario: un esercito dall’isola

Sono più di 9500 i candidati sardi in corsa per 800 contratti in ambito nazionale La richiesta: «No al viaggio a Roma, le prime selezioni si facciano in Sardegna»

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SASSARI. Più del concorso scuola del 2013, passato alla storia per le oltre 7mila domande presentate dall’isola. Questa volta le candidature sono 9.582, ma a colpire è soprattutto un altro aspetto: nel 2013 i posti in palio erano 11500, ora sono appena 800 a livello nazionale. Significa che soltanto dalla Sardegna parteciperà alle preselezioni un numero di candidati dodici volte superiore ai posti disponibili. Il concorso è quello per diventare assistente giudiziario a tempo indeterminato. È il primo dopo 20 anni. I prescelti lavoreranno nelle cancellerie dei tribunali e assisteranno i magistrati in aula. Stipendio netto: 1400 euro (netti) al mese. La corsa è partita, anche dall’isola. Ma sono iniziate anche le polemiche. Il motivo: le preselezioni si faranno a Roma, le spese di trasporto, vitto ed eventualmente alloggio sono a carico degli aspiranti cancellieri. Non è previsto alcun rimborso. Ma soprattutto a generare agitazione è la paura di non trovare posto in aereo e perdere così la possibile occasione della vita.

Le domande. Le richieste di ammissione al concorso sono state presentate in via telematica al ministero della Giustizia entro il 22 dicembre scorso. Le domande arrivate da tutta l’Italia sono state 308.468: una autentica valanga di fronte alla quale non si era preparati. Al punto che l’indicazione delle date e delle sedi è stata ufficializzata dopo due rinvii: soltanto il 4 aprile è stato comunicato che le prove preselettive si svolgeranno dall’8 al 24 maggio presso lo spazio Fiera di Roma.

La corsa dall’isola. Il numero di domande è altissimo e rende bene l’idea di quanto sia alto il tasso di disperazione. Più di 9500 sardi provano a inseguire il sogno di un contratto a tempo indeterminato: un posto fisso in tribunale, una garanzia per il futuro. I 9582 candidati arrivano da tutta la Sardegna, con una concentrazione particolare di domande nelle province di Cagliari (3793), Sassari (2031) e Nuoro (1216). Situazione fotocopia per quanto riguarda i capoluoghi: prima Cagliari con 1520, seconda Sassari con 1066, terza Nuoro con 473.

La polemica. Per fortuna non devono partire tutti insieme ma divisi in gruppi sulla base dell’ordine alfabetico. Ma tra i 9582 sardi la preoccupazione è alle stelle. Per due motivi: considerate le difficoltà degli ultimi mesi a viaggiare in aereo, c’è paura di restare a terra. E andare in nave, per chi ha la prova la mattina alle 8, significherebbe mettersi in viaggio dal giorno prima. E poi ci sono le spese, a carico dei candidati. Ecco la richiesta: perché non organizzare le preselezioni contemporaneamente e con gli stessi quiz in tutte le regioni? Niente da fare, il Ministero della Giustizia non prende l’ipotesi in considerazione perché i costi inevitabilmente lieviterebbero. Per questo è inevitabile che molti candidati – considerate le pochissime probabilità di passare e i costi da affrontare – non si presentino: l’occasione della vita persa senza neppure partecipare.

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