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Sguardi minacciosi tra i Masala e i Pinna

Sguardi minacciosi tra i Masala e i Pinna

I genitori di Alberto Cubeddu attorniati da alcuni amici sono rimasti silenziosi in un angolo, riservati, quasi spauriti in quel luogo che mai avevano frequentato fino a quando il giovanissimo...

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I genitori di Alberto Cubeddu attorniati da alcuni amici sono rimasti silenziosi in un angolo, riservati, quasi spauriti in quel luogo che mai avevano frequentato fino a quando il giovanissimo ozierese non è finito nei guai. Il padre e la sorella di Paolo Pinna da un’altra parte della sala, in continuo movimento e in contatto con il loro avvocato. La madre di Gianluca Monni non ha smesso un attimo di piangere, mentre il marito aveva lo sguardo perso nel vuoto e il figlio Pasquale cercava inutilmente di consolarla. Il padre, le sorelle, gli zii e le zie di Stefano Masala lontani da tutti, chiusi in un silenzio impenetrabile anche se i loro sguardi lasciavano trasparire la tensione che li stava divorando. Un dolore ingigantito dal fatto che non sanno che fine abbia fatto Stefano e perché non hanno una tomba sul quale piangerlo. Anche per questo, tra il padre di Masala e l’imputato Paolo Pinna ci sono stati momenti di altissima tensione pochi minuti prima dell’inizio dell’udienza. Il ragazzino ha guardato quasi con sguardo di sfida i Masala e i Monni e i loro avvocati. I Masala hanno continuato a chiedere a mezza voce, ma con la chiara intenzione di farsi sentire, dove sia finito Stefano, che fine abbia fatto. E sembra che proprio nel corso di queste mezze frasi alle quali Paolo Pinna ha risposto con uno sguardo di sfida, dalla parte dei Masala sia stato rivolto un gesto poco piacevole. Al ragazzino sarebbe stato indirizzato un messaggio pesante, rilevato dagli agenti di polizia penitenziaria, che per motivi di sicurezza, l’hanno immediatamente segnalato ai carabinieri presenti nella piccola aula delle udienze preliminari e al giudice. Per evitare ulteriori e più duri contrasti tra le parti, a contatto di gomito tra loro e quasi addosso ai due giovani imputati, il gup ha così deciso il trasferimento dell’udienza in un’aula più grande. Il caso si è immediatamente sgonfiato, ma la tensione è rimasta. Altissima.

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