Vitalizi agli ex consiglieri l’isola ancora in vetta
La Sardegna è prima in Italia per numero di assegni, sono 236 diretti e 75 indiretti Il presidente Ganau: presto una proposta per tagliare gli importi del 15 per cento
CAGLIARI. In vetta alla più impopolare delle classifiche. La Sardegna è la prima regione per numero di vitalizi. Ogni mese paga 236 pensioni dirette e 75 indirette. In tutto 311. In Lombardia sono 223, nel Lazio 226. Ma l’isola è sul podio anche per l’importo medio annuo dell’assegno, 58mila euro. Superata solo dalla Puglia, 77mila, e dal Lazio 63mila.
Numeri che da soli bastano per raccontare come il sacro fuoco taglia rimborsi, che ha portato alla cancellazione dei vitalizi, non abbia ancora avuto effetti reali. «Ci vuole tempo perché la riforma entri a regime – spiega il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau –. Le scelte fatte dalla Regione ci porteranno in coda a questa classifica. Voglio solo ricordare che la Sardegna è stata la prima a cancellare i vitalizi. Prima di tutte le altre e prima delle direttive nazionali».
A far lievitare il numero di vitalizi è anche la possibilità che in passato si aveva di diventare baby pensionati in consiglio regionale. I due casi più eclatanti sono quelli dell’ex presidente del Consiglio Claudia Lombardo e dell’ex assessore e ora sindaco di Tempio Andrea Biancareddu. Andati in pensione dal consiglio a 41 e 48 anni, dopo quattro legislature. Casi che avevano fatto esplodere una sorta di protesta popolare che ha portato alla cancellazione dei vitalizi. Ma sullo sfondo c’è anche la possibilità che molti ex consiglieri, che hanno diritto al vitalizio, finiscano nello stesso tempo condannati nel maxi processo sui fondi ai gruppi.
Una situazione che rischia di trascinare nell’imbarazzo l’istituzione.
Il taglio. Impossibile cancellare del tutto i vitalizi già erogati. Ma un taglio lo si potrebbe fare, Attraverso la forma di un contributo di solidarietà a carico degli ex consiglieri. Almeno questa era l’ipotesi votata nella Conferenza delle Regioni del 2014. Si prevedeva un taglio del 6 per cento per gli assegni sotto i 1500 euro, e del 15 per cento per quelli oltre i 6mila. Ma la Sardegna non ha mai applicato l’indirizzo. A farlo sono state Lombardia, Friuli, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Trentino, Valle d’Aosta. «Il motivo è semplice – spiega Ganau –. Fino a poco tempo fa non c’erano stati pronunciamenti ufficiali che ci mettessero al riparo dai tanti ricorsi che sarebbero piovuti. Come è accaduto in tante regioni che li hanno applicati. Ora sappiamo che c’è una sostenibilità giuridica al taglio. Mi farò promotore dell’applicazione della norma in Consiglio. Porterò la proposta alla riunione dei capi gruppo perché venga discussa in aula». Nessun timore che i consiglieri, che vedranno il loro vitalizio tagliato dal contributo obbligatorio, si rivolgano a un giudice. In tutta Italia lo hanno fatto in 300, ma ora la stessa norma viene applicata anche agli ex parlamentari e la possibilità di strascichi legali sembra ridotta al minimo. In altre parole la speranza di conservare il tesoretto svanirà sotto l’ultima crociata in nome della spending review. (l.roj)
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