Faccia a faccia sui milioni tagliati
Oggi a Palazzo Chigi inizia il confronto Regione-governo sugli accantonamenti
CAGLIARI. Il primo confronto, oggi a Palazzo Chigi, non basterà certo, ma la Regione è convinta che «prima o poi il governo rinuncerà ai milioni e milioni di accantonamenti (684 nel 2016, saranno 848 nel 2018) che dal 2012 non trasferisce alla Sardegna per rimediare al debito pubblico nazionale». È l’inizio di una nuova sfida per la giunta, con in testa alle truppe il vicepresidente e assessore al bilancio Raffaele Paci. Al tavolo governativo – sul fronte opposto troverà Maria Elena Boschi, sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria – si presenterà con un corposo dossier dal titolo chiaro: «Un nuovo patto con lo Stato sulla Finanza pubblica». Proprio nell’ultima pagina c’è una tabella che riassume quali saranno le richieste della Sardegna non tanto quest’anno, ormai è pressoché andato, ma per il prossimo. La proposta può essere riassunta così: 848 milioni, sono quelli che lo Stato vuole tenere per sè, contrapposti a non più di 148 milioni. È questa l’unica fetta delle entrate che le spettano a cui la Sardegna sarebbe disposta a rinunciare in nome del debito pubblico nazionale. Settecento milioni in meno sono tanti, sarà difficile ottenerli tutti, bisognerà trattare, ma la Regione è pronta a scendere in campo con tutti i suoi effettivi pur di vincere la partita. L’ottimismo non manca sia perché, qualche settimana fa, il primo delegato del governo, Gianclaudio Bressa, sottosegretario agli Affari regionali, ha detto in buona sostanza che la Sardegna qualche ragione ce l’ha. Sia perché fra accordi in scadenza, sentenze della Corte costituzionale (per ora favorevoli solo alla Valle d’Aosta) e alcune recenti piccole vittorie di tappa, in questi mesi, sembra essersi aperto uno spiraglio. Se poi invece il confronto dovesse finire su un binario morto, la Regione – parole recenti del governatore Francesco Pigliaru – è «pronta alla grande battaglia». Rafforzate da quanto detto dal vicepresidente Paci alla vigilia dell’incontro: «Ci presenteremo a Palazzo Chigi forti delle nostre ragioni e decisi a farle valere. Non possiamo più permetterci di pagare una cifra così elevata per gli accantonamenti. Sono soldi dei sardi e vogliamo usarli per uscire in fretta dalla crisi». Ma l’opposizione non crede in questo nuovo e ritrovato furore della giunta. «In passato – ha replicato il coordinatore di Forza Italia ed ex governatore Ugo Cappellacci – Pigliaru e Paci hanno commesso un’infinità di errori nei rapporti col governo. Hanno ritirato i ricorsi che avevamo presentato, hanno firmato accordi capestro con il ministero dell’economia e oggi fanno solo finta di essersi pentiti». (ua)
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