Pazza primavera in Sardegna, gran caldo e gelate distruggono le vigne
Allarme rosso per i vigneti, produzioni a rischio in tutta l’isola: un’escursione termica fino a 27 gradi. Quasi azzerata la vendemmia della vernaccia. Chiesto in Regione lo stato di calamità naturale
SASSARI. Era un fenomeno tipico delle zone inospitali, come il deserto, ma adesso preoccupa anche la Sardegna. Il nemico di turno è l’escursione termica, la conseguenza indiretta di un clima bizzarro e imprevedibile. Le vittime, invece, sono le colture che non sopportano gli sbalzi di temperatura tra le ore calde del giorno, con massime di 25 gradi, e quelle della notte, quando il termometro crolla sotto zero segnando, involontariamente, anche le aspettative dei viticoltori che vedono marcire i sogni di un raccolto di qualità, oltre che quantitativamente adeguato. Sono loro i più colpiti e, di conseguenza, anche i più preoccupati.
Neve in primavera. Dovrebbe essere la stagione del risveglio della natura, quella del bel tempo che favorisce germogli e infiorescenze. Invece, nell’arco di 24 ore si sviluppa un intero ciclo annuale. Al mattino è primavera, poi arriva l’estate del primo pomeriggio, l’autunno del tramonto e l’inverno della notte. Un concetto che si riassume in un’escursione termica di 27 gradi, registrata qualche giorno fa nell’isola. Gli effetti di un clima impazzito non potevano passare inosservati: grandinate in Gallura e nevicate, anche fitte, in Barbagia. Una bizza simpatica per i cacciatori di stranezze, una sciagura per gli agricoltori.
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