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Modello inglese contro il tifo selvaggio

Modello inglese contro il tifo selvaggio

Primo tavolo al palazzo Viceregio di Cagliari. Il prefetto Perrotta: «Lavoriamo insieme per rendere gli stadi sicuri»

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CAGLIARI. La semifinale di F.A. Cup tra Liverpool e Nottingham Forest si giocò a Hillsborough il 15 aprile del 1989, il bilancio finale fu terrificante: 89 morti. Sulla scia sanguinosa di quel disastro Margareth Thatcher chiese al giudice Peter Taylor di elaborare un piano anti-violenza che grazie a 28 raccomandazioni fatte rispettare in ogni modo trasformò gli stadi inglesi in salotti, dove il fair play prevale sulla rivalità calcistica. Lo scorso 25 marzo un manipolo di Sconvolts, gli ultrà storici del Cagliari, ha preso d’assalto quartieri di Sassari provocando feriti e distruzione. Prima conseguenza 64 daspo, ma per il prefetto di Cagliari Giuliana Perrotta è tempo di seguire l’esempio anglosassone e fare un taglio definitivo alle guerriglie collaterali al calcio: «Serve un piano Taylor - ha detto aprendo il tavolo sul tifo violento, a palazzo Viceregio - un piano di eradicazione del tifo selvaggio». Si tratta di capire come elaborarlo, ma è certo che sia necessaria la collaborazione di forze dell’ordine, società sportive e società civile, impegnate in un’unica direzione: «Forse sembrerà un’idea un po’ naif - ha sorriso la rappresentante del governo - ma credo che sia nostro dovere provarci. Vediamo che cosa riusciamo a tirar fuori, tutti insieme». Prima un bilancio del passato recente: «Negli anni scorsi sapete quanto il governo ha lavorato per contrastare la violenza negli stadi, siamo arrivati a misure sempre più stringenti, quasi a militarizzare a volte le partite, però quando la violenza si sposta fuori dagli stadi allora è evidente che tutto questo non basta più. Allora dobbiamo un poco riflettere su cosa si deve fare, capire le implicazioni che ci sono di carattere culturale, di carattere economico, sociale e psicologico, ecco perché noi d'intesa con il collega della prefettura di Sassari, che ha condiviso con tutte le istituzioni del territorio, che rappresentano una comunità offesa dal tifo violento dei tifosi del Cagliari, abbiamo voluto riunire attorno a questo tavolo tutte le componenti che non fossero solo istituzionali ma che fossero del mondo dello sport, coinvolti in questa tematica. Abbiamo voluto coinvolgere la Dinamo - ha aggiunto Perrotta - che è una bandiera per tutta la Sardegna ed è espressione di un tifo sano che sostiene veramente la squadra. E abbiamo voluto chiedere aiuto a degli esponenti del mondo accademico, sociale, culturale di Cagliari e Sassari per individuare un percorso condiviso contro il tifo selvaggio». Due ore al tavolo, presenti fra gli altri il prefetto di Sassari Giuseppe Mariani, i rappresentanti di questure e carabinieri, dei sindaci di Sassari e Cagliari, il presidente della Dinamo Sardara e il vicepresidente del Cagliari Filucchi. (m.l)

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