Ganga: ridisegniamo il futuro dell’isola
A Chia anche il segretario nazionale Annamaria Furlan: «Per crescere c’è ancora bisogno dell’industria tradizionale»
CHIA. La Cisl sarda pronta al ritorno in piazza se non verrà ridisegnato al più presto il futuro dell’isola. Ad annunciarlo il segretario Ignazio Ganga in apertura dei lavori del 12esimo congresso regionale del sindacato, a cui ha preso parte anche la numero uno nazionale Annamaria Furlan. «La sfida, qui in Sardegna – ha esordito Ganga – è ridisegnare il futuro di quest'isola, ma con la collaborazione di tanti, evitando soliloqui che non aiuteranno a far uscire la nostra terra da questo greve periodo».
Emergenza lavoro. Nella relazione di apertura fatta da Ganga davanti a 180 delegati, in rappresentanza di 145mila iscritti alla Cisl sarda, il segretario generale ha evidenziato il momento difficile che attraversa l'isola, caratterizzato da un mercato del lavoro che registra 450mila persone disoccupate o inoccupate. Una popolazione in sofferenza con un marcato deficit culturale dove un giovane su 4 è scolasticamente disperso, con il 7 per cento degli iscritti ai centri per l'impiego che hanno siglato il patto di servizio in possesso appena della licenza elementare e il 48,9 con la licenza media. Fra tutti evidente il numero di coloro che non studiano né lavorano: 81mila sardi.
Industria. Il malessere si può anche leggere dai dati del settore industriale, con il calo dei lavoratori impiegati dal 21,5 per cento al 15,5 del totale, L'industria in senso stretto si colloca in Sardegna all'8,8. Per trovare un valore così basso bisogna tornare indietro agli anni Sessanta. «La nostra Regione – ha aggiunto Ganga – se non si cimenterà nella sfida di un profondo cambiamento di volontà, di indirizzi, di scelte, di strumenti e di priorità, è destinata a non andare avanti, a dividersi su tutto, a perdere ancora le sue forze migliori».
Patto col governo. Nel suo intervento Ganga ha fatto riferimento anche all’accordo firmato a Sassari da Renzi e Pigliaru. «Gli orizzonti delle nostre rivendicazioni utili a far uscire la Sardegna dall'attuale situazione trovano un parziale riscontro nel Patto sottoscritto fra governo e Regione il 29 luglio, una sfida importante che dovrà invertire la tendenza rispetto a una serie di accordi inevasi e di progetti non realizzati che ancora oggi vengono riproposti nel nuovo Patto. Per tale motivo abbiamo proposto sia alla Regione che al governo di sostenere la fase più delicata di quell'intesa, quella dell'attuazione. Un aspetto che purtroppo non riscontra ancora una piena adesione sul fronte delle risorse programmate dal Governo per l'anno 2017 pari a 281,7 milioni di euro: appena un decimo del pattuito».
Manifatturiero. Il segretario generale ha sollecitato un nuovo progetto per il manifatturiero. «È necessario ridefinire una strategia produttiva per mettere in gioco nell'isola alcuni player di livello nazionale come Leonardo Finmeccanica, Fincantieri o la stessa Eni, non sottovalutando il rafforzamento dell'impresa locale».
Furlan. Sul palco anche la segretaria nazionale Annamaria Furlan. «La Sardegna per crescere ha bisogno ancora di un'industria tradizionale accanto a un'industria innovativa. Il tema del lavoro deve essere al centro dell'azione della politica, delle istituzioni, e anche delle parti sociali. L'Italia ha bisogno di un forte rilancio dell'occupazione e questo deve essere fatto puntando su investimenti in infrastrutture, innovazione, formazione».
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