Bonorva, tutti con il sindaco: i baby migranti salveranno le scuole
Il Comune parteciperà ai bandi per ospitare i minori. Il progetto di D’Agostino trova il sostegno dalla popolazione
INVIATA A BONORVA. La sala del Comune colma di persone, molte donne, nonostante la domenica, nonostante i Monumenti aperti, nonostante le paure. Il sindaco Massimo D’Agostino l’ha presentato bene il suo progetto di accoglienza dei migranti, ha trasmesso passione e senso di responsabilità a un’assemblea popolare che ha ascoltato con attenzione e ha dato il suo assenso all’imminente adesione al bando Sprar con numerosi applausi, liquidando con risatine e sfottò le poche voci contro.
È piaciuta l’idea, cavalcata dal primo cittadino, di fare domanda per ospitare bambini in età scolare e minori non accompagnati, non grandi numeri (una decina di persone) ma in grado di contrastare il crollo demografico che in dieci anni ha “decimato” la popolazione portandola da 8mila abitanti a meno della metà e che l’anno scorso ha causato la perdita della Direzione didattica. È andata a Pozzomaggiore, che ha una classe intera di bambini arrivati dal Marocco, per una differenza di 4 bambini.
[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:regione:1.15278018:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/regione/2017/05/01/news/vogliamo-ospitarli-a-casa-nostra-1.15278018]]
A Bonorva, che ha più abitanti, è rimasta la sezione staccata. Ora con questo progetto di accoglienza dei baby migranti potrebbe ritrovare l’autonomia. «In tanti non sono d’accordo - dice D’Agostino alla fine di una riunione filata apparentemente liscia - lo so, hanno paura, ma non lo direbbero mai in una sede come quella di oggi. Si tratta di avviare il progetto e dimostrare con i fatti che per il paese l’accoglienza realizzata attraverso lo Sprar porterà vantaggi più che problemi».
Il bando, che scade il 5 maggio, prevede che i Comuni presentino un progetto per l’accoglienza di secondo livello, cioè di migranti che abbiano già acquisito lo status di richiedenti asilo o rifugiati politici. Tra queste ci sono i minori non accompagnati che vengono così inseriti in programmi di integrazione, di educazione scolastica, di formazione lavorativa. I Comuni devono avere a disposizione immobili e strutture da mettere a disposizione per l’ospitalità e Bonorva potrebbe contare sulla ristrutturazione di un grande edificio ex scolastico: tutti i costi dell’operazione vengono rendicontati e sono coperti dallo Stato al 100 per cento.
Un fattore, quello del costo zero per la comunità, sottolineato più volte sia dal sindaco che dal presidente dell’Anci Sardegna Emiliano Deiana: «Si tratta di farsi parte attiva di fronte a un fenomeno che altrimenti prima o poi dovremo subire come è già successo con i centri di accoglienza aperti senza il coinvolgimento dei sindaci. Penso che le migrazioni non potranno risolvere il problema dello spopolamento o la crisi economica ma se non altro porteranno qualche posto di lavoro per i residenti impegnati nei progetti di integrazione e contribuiranno alla crescita civile delle comunità».
[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:regione:1.15278011:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/regione/2017/05/01/news/dobbiamo-contribuire-senza-paura-1.15278011]]
Qualche mugugno c’è stato («ho due figli che sono dovuti andare via per lavorare, per non essere mantenuti dal Comune, che garanzie abbiamo?»), e un’insegnante ha sottolineato che va bene il progetto di accoglienza ma in parallelo devono marciare i percorsi per formare i giovani del posto. Qualcuno ha lasciato l’aula inveendo contro «chi viene a mangiare a scrocco» e qualcun’altro ha immaginato un gruppo di adolescenti buttati in piazza a piantare grane ma altre docenti delle scuole locali hanno fatto cenno alla necessità di far capire con i fatti ai propri alunni che non esistono razze e che non ha senso avere paura delle diversità.
Massimo D’Agostino ha risposto alle domande, ha cercato di fugare i dubbi, ha portato la sua esperienza di medico penitenziario per far capire che i ragazzi che arriveranno saranno tranquilli o molesti, riottosi o collaborativi, arrabbiati o brillanti. Esattamente come quelli di Bonorva o di qualunque altro posto. È già pronto a presentare un progetto di massima convinto che la sua comunità sarà altrettanto pronta a vivere l’avventura dell’accoglienza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
