Sclerosi, la Sardegna ha il primato europeo
Nell'isola 6.225 persone affette dalla malattia. L’Ogliastra la provincia più colpita, in Gallura la percentuale più bassa
CAGLIARI. La Sardegna è di sicuro l’isola dei centenari, ma purtroppo deve fare i conti anche con questa realtà: è la regione europea con il più alto tasso di diabete e di sclerosi multipla. Se il primo dato era acquisito da tempo, sul secondo lo screening decisivo, dopo due anni d’indagine, è stato scritto dal Tavolo tecnico composto da Regione, medici e associazione dei pazienti.
Il dossier. Da sempre c’era il sospetto dell’alta incidenza di questa malattia neurodegenerativa che colpisce il sistema nervoso centrale, ora c’è la certezza. Secondo l’indagine, in Sardegna sono 6.225 le persone affette da sclerosi multipla, con una media di 337 casi ogni 100 mila abitanti, quasi il triplo (113) dei casi accertati nelle altre regioni. Le pazienti sono soprattutto donne, con un’età dai 47 ai 50 anni. La provincia più colpita è l’Ogliastra, mentre Olbia-Tempio ha la percentuale più bassa. La maggior parte dei pazienti, oltre il 50 per cento, è in cura all’ospedale Binaghi di Cagliari, gli altri sono divisi fra Nuoro e Sassari, gli altri e due centri regionali di riferimento. «Finora questo censimento non era stato fatto – ha detto l’assessore alla sanità Luigi Arru – ed è da questi numeri che oggi dobbiamo partire per garantire la miglior assistenza possibile non solo negli ospedali di Sassari-Ozieri, Nuoro e Cagliari – ma soprattutto nei territori. Dobbiamo decentrare la consegna dei farmaci e le altre terapie indispensabili, lo è ad esempio la riabilitazione, per migliorare la qualità della vita dei pazienti».
Il piano. Oggi ci sono però delle aree scoperte, dall’Ogliastra all’Oristanese e il Sulcis, che costringono i malati di Sclerosi multipla a spostarsi dalla periferia verso le città. È un problema che – secondo il Tavolo tecnico – può essere risolto entro l’estate con la nuova rete di assistenza che sarà garantita vicino a casa e in particolare nelle zone in cui è più alta l’incidenza della malattia. «Vogliamo dare il via – ha sottolineato Aru – a un nuovo modello di politica sanitaria e che può essere spiegato così: una volta individuato il bisogno del cittadino, studiamo la migliore organizzazione possibile e la proponiamo ai direttori generali. Il risultato è un piano operativo d’intervento per garantire a tutti gli oltre seimila pazienti sardi l’assistenza più vicino possibile ai Comuni di residenza».
La prevenzione. Come ha spiegato l’ex direttore del centro dell’ospedale Binaghi, da sempre considerato un reparto d’eccellenza, la Sclerosi multipla è una malattia in cui le cause sono diverse. «C’è una componente genetica – ha detto – ma anche ambientale. Perché anche lo stile di vita, a cominciare dal fumo all’obesità, può essere un fattore scatenante. E in Sardegna è proprio su questo secondo elemento che bisogna intervenire per ridurre l’incidenza della malattia. In questi ultimi anni la ricerca ha fatto passi avanti e oggi sono possibili diagnosi e trattamenti precoci che consentono ai pazienti di mantenere una buona qualità della vita per molto tempo».
La polemica. A sollevarla è stato Attilio Dedoni dei Riformatori, che ha denunciato: «Nella nuova rete ospedaliera il centro di eccellenza del Binaghi sarà smantellato, ma su questa emergenza l’assessore alla sanità continua a rifiutare il confronto con il Consiglio regionale».
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