Il reddito sociale sarà in contanti
I Comuni erogheranno i soldi, mentre per il sussidio nazionale è prevista una card
CAGLIARI. Soldi in contanti, minimo 200 e massimo 500 euro al mese, e non una carta bonus per gli acquisti. È questa l’unica differenza fra il reddito d’inclusione regionale e quello nazionale, che sarà da 80 fino a 400 euro, per il resto viaggeranno insieme e i due sussidi potranno essere pagati anche alle stesse persone. L’avvio in Sardegna del progetto «aggiudu torrau» o Reis ormai è questione di settimane. La giunta ha risolto gli ultimi intoppi burocratici: la piattaforma informatica sarà una sola e dopo il trasferimento dei finanziamenti i Comuni dovranno preparare le graduatorie e firmare con i beneficiari i contratti d’inclusione sociale. Perché il reddito non sarà solo assistenza: a monte è previsto un patto con l’amministrazione comunale per portare avanti e andrà rispettato, il reinserimento nel mondo del lavoro. Fra i destinatari del sussidio regionale – è scritto nella delibera – sono state incluse anche le famiglie composte da una sola persona, purchè presenti nel programma di contrasto delle povertà, e le famiglie di fatto conviventi da sei mesi, di cui almeno un componente dovrà risiedere in Sardegna da almeno 24 mesi. Le due misure, quella nazionale e quella regionale, non saranno in contrasto, ma al contrario per richiedere l’accesso al reddito d’inclusione sociale della Regione sarà obbligatorio, secondo i vari requisiti, presentare la domanda anche per il sussidio statale. L’integrazione e il coordinamento fra le due misure avverrà attraverso un ordine di priorità e partirà da una soglia di reddito personale certificato, l’Isee, di 3mila e fino a 6mila euro. Il fondo 2017 è stato finanziato con 50 milioni. Servirà a garantire il sostegno economico a circa 10mila famiglie: è il 20 per cento delle 57mila che – secondo l’Istat – vivono in Sardegna sotto la soglia di povertà.
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