Bimba morta alla Metro scagionata la magazziniera

CAGLIARI. La Procura di Cagliari ha chiuso l'inchiesta sulla morte della piccola Sofia Saddi, la bimba di poco meno di due anni rimasta uccisa il 21 ottobre dello scorso anno, schiacciata da un...

CAGLIARI. La Procura di Cagliari ha chiuso l'inchiesta sulla morte della piccola Sofia Saddi, la bimba di poco meno di due anni rimasta uccisa il 21 ottobre dello scorso anno, schiacciata da un pallet di quasi 300 chili di imballaggi mentre si trovava con i genitori all'interno dell'ingrosso Metro, nella zona industriale di Elmas. Il pubblico ministero Andrea Massidda ha archiviato il fascicolo aperto nei confronti della magazziniera che aveva sistemato l'imballaggio la sera prima, ma ha iscritto nel registro degli indagati Maurizio Cossu Casolotto, milanese, amministratore della società Metro Italia Cash and Carry Spa, e Fortunato Stochino, cagliaritano, dirigente dello stabilimento di Elmas nel periodo del tragico incidente. Terminate le indagini dei carabinieri della Compagnia di Cagliari e dello speciale nucleo di polizia giudiziaria della Asl, che si occupa di sicurezza sul lavoro, il magistrato ha ritenuto che la magazziniera non avesse alcuna responsabilità sulla caduta del pallet pieno di imballaggi di cartoni per pizza, precipitato da un'altezza di circa tre metri e finito addosso alla bimba che stava sul passeggino, così come previsto dal regolamento. Ai due dirigenti iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo viene contestato di non aver preso le misure necessarie affinché la scaffalatura fosse installata e utilizzata correttamente, come invece raccomandato dalla casa produttrice. La piccola Sofia si trovava alla Metro insieme ai genitori per fare acquisti. La mamma era incinta all’ottavo mese di gravidanza. Il mese dopo la tragedia è nata Irene, la sorellina di Sofia.

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