La Nuova Sardegna

il bando per 3 borse di studio

Veterinari esclusi Agris li riammette

di Antonello Palmas

SASSARI. L’esclusione dei laureati in medicina veterinaria dal bando per tre borse di studio di Agris ha scatenato la rabbia degli appartenenti all’Ordine professionale in questione e in particolare...

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SASSARI. L’esclusione dei laureati in medicina veterinaria dal bando per tre borse di studio di Agris ha scatenato la rabbia degli appartenenti all’Ordine professionale in questione e in particolare degli specializzandi, che si sono rivolti al presidente provinciale Andrea Sarria. Una dimenticanza così clamorosa che l’agenzia regionale ha fatto prevalere il buon senso e ha prontamente corretto l’errore, riaprendo al 15 maggio i termini del bando e aggiungendo tra i requisiti anche la laurea in veterinaria e quella in biotecnologie sanitarie mediche e veterinarie.

Ma sono stati giorni di sconcerto dopo la pubblicazione del bando per l’ammissione alla selezione delle tre borse di studio, tutte nell’ambito delle “Tecnologie di produzione dei prodotti caseari ovi-caprini” e relativi progetti. «A segnalarmi la questione sono stati i giovani specializzandi, naturalmente interessati – spiega Sarria – e ho immediatamente mandato una lettera al direttore generale di Agris, Roberto Zurru». Lettera finita anche sul sito dell’Ordine nazionale, in cui si parlava di «ingiustificata e arbitraria esclusione dei laureati in medicina veterinaria dalla partecipazione alla selezione» e in essa si richiedeva un emendamento al bando con conseguente riapertura dei termini di scadenza «nella convinzione che solo con un intervento di questo tipo si potrà rimediare alla illiceità cosi perpetrata». E Sarria chiudeva affermando di riservarsi «ogni possibile azione a tutela degli interessi della categoria professionale che rappresenta», ovvero il ricorso al Tar.

Ieri nella sezione Agris del sito della Regione è apparsa la modifica al bando che ha posto fine alle polemiche. «Sono soddisfatto del fatto che la mia richiesta sia stata recepita, spero che serva come monito per impedire che errori così gravi si ripetano –dice Sarria – Si tratta di un titolo di studio talmente specifico nel campo in questione che ometterlo era una atto sleale nei confronti di una categoria che su tali tematiche lavora quotidianamente. Al di là del corso di studi, abbiamo un corso di specializzazione in igiene degli alimenti di origine animale. Il veterinario controlla tutti i prodotti di origine animale che finiscono sulle nostre tavole. Profili specializzati come il nostro in quel settore non ce ne sono e vederci esclusi ci ha lasciati di stucco».

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