Crisponi lancia l’idea dei bed & bunker
Proposta di legge del consigliere dei Riformatori: «Sono 500, recuperiamoli e creiamo dei punti di ristoro e informazione»
CAGLIARI. Bed&bunker. L’idea è trasformare le oltre 500 fortificazioni militari a guardia dei punti strategici, ereditate dalle guerre mondiali, in piccoli presidi turistici. Qualcosa di più di una vaga ipotesi. Esiste un progetto e tra poco sarà presentata una legge in consiglio regionale. La creatività non manca al consigliere regionale dei Riformatori Luigi Crisponi che vuole rivitalizzare le postazioni messe a guardia del territorio. Molte in punti suggestivi.
«Con questa proposta vogliamo recuperare i bunker militari, che hano un valore turistico, culturale e storico – dice Crisponi –. Nella proposta si parla di di Bed&bunker, in realtà questa proposta si può declinare in vari modi. La b cela le tante opportunità nei campi dell’accoglienza, dell’ospitalità, dell’informazione, della storia o del semplice godimento. Bar & bunker, bike & bunker, boat & bunker. Solo per dirne qualcuna».
Crisponi vuole trasportare questi centri di osservazione in punti turistici. Un modo per recuperare un enorme patrimonio e per creare un percorso turistico. «Si era convinti che i nemici sarebbero potuti sbarcare e invadere l’isola. Per questo furono create fortificazioni verso il Golfo di Cagliari, nel Sulcis, a Oristano e verso le rade di Alghero, a Porto Torres, all’Asinara e in parte della Gallura.Una linea difensiva costiera con la edificazione di centinaia di bunker e batterie d’artiglieria per rallentare l’eventuale sbarco della flotta nemica. Queste fortificazioni rappresentavano un sistema difensivo che nelle intenzioni dei vertici militari italiani e tedeschi sarebbe stato capace di resistere ad attacchi armati congiunti dal mare e per via aerea, che di fatto non ci furono Ancora oggi, dopo oltre 75anni dalla loro costruzione bunker e fortificazioni militari hanno vinto la sfida del tempo. Anche se ora sono in totale abbandono. La gran parte di questi bunker che punteggiano il perimetro costiero isolano sono integrati nel paesaggio e nell’ambiente, spesso resi invisibili alla vista, mimetizzati fra rocce e macchia mediterranea. Se recuperati i bunker potrebbero aiutare a creare nuovi posti di lavoro. E all’aumento dell’imprenditoria fra i giovani. Penso alla creazione di punti di informazione turistica, piccola ospitalità, piccolo ristoro, osservazione naturalistica, o a esposizione di raccolte di storia e memoria militare. Tutto offerto a studiosi e appassionati, desiderosi di conoscere uno straordinario patrimonio che ha saputo resistere al tempo ma che rappresenta un indistruttibile monito alla violenza e alle tragedie provocate dalla guerra. Una eredità culturale che se valorizzata potrebbe assicurare benefici all’economia locale e regionale». (l.roj)
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