Ma la Sardegna non era compatta offerta sparpagliata tra i padiglioni
MILANO. Diversi piccoli presidi, in ordine sparso. La delegazione sarda al TuttoFood di Milano non si è presentata compatta. Anzi. A differenza di altre regioni, come la Puglia, la Sardegna ha...
MILANO. Diversi piccoli presidi, in ordine sparso. La delegazione sarda al TuttoFood di Milano non si è presentata compatta. Anzi. A differenza di altre regioni, come la Puglia, la Sardegna ha partecipato alla fiera senza seguire un unico comune denominatore. “Insula”, il Consorzio del pecorino romano, quello dell'Agnello Igp, l'organizzazione di produttori “Sa Marigosa” e forse anche altri espositori erano sparpagliati tra i padiglioni, a volte anche piuttosto distanti tra loro. Una pecca che ha depotenziato l'offerta ma che sembra destinata a non ripetersi: «A differenza di quanto accaduto al Vinitaly, non c'è stata una regia condivisa – conferma l'assessore Pier Luigi Caria –. Questa volta la Regione ha partecipato solo con i finanziamenti ma dalla prossima edizione proveremo a fare meglio e a presentare un’offerta compatta». Il rischio, in effetti, è che passi il solito vecchio messaggio che tutti vorrebbero cancellare, lo stesso che racconta lo scarso sentimento di unione che alberga nell'animo dei sardi.
Una gaffe arrivata proprio quando tutti parlano di unione, associazione e cooperazione come ha fatto il presidente della sezione sarda di Coldiretti, Battista Cualbu, che a Milano sponsorizza l'agnello Igp: «Dobbiamo fare squadra – spiega –, non ci sono alternative. La collaborazione è troppo importante in un momento difficile come questo e l'idea di una piattaforma che pubblicizzi i prodotti sardi nel mondo ci piace e siamo pronti a partecipare con il nostro agnello. Per il nostro consorzio, poi, questa è la prima partecipazione a una fiera di questo livello ma siamo convinti che queste manifestazioni, e le iniziative come “Insula”, possano aiutare il commercio».
Tra i corridoi della gigantesca fiera del cibo c'erano anche i formaggi del Consorzio del pecorino romano: «Siamo pronti ad affrontare nuovi mercati, come quello canadese – spiega il presidente Salvatore Palitta –, ma prima firmeremo un accordo con la Regione Lazio che farà aumentare il nostro budget di investimenti fino a 7 milioni di euro. Una buona notizia per i produttori che purtroppo hanno pagato il prezzo più caro per colpa del crollo del crollo del valore del latte di pecora». Palitta, poi, segue le orme di Cualbu quando si parla dei rapporti con “Insula”: «è una grande occasione e siamo pronti a farne parte». Chi invece è già tra le 52 aziende di “Insula” e l'Op “Sa Marigosa” che ieri ha avuto parecchio lavoro da sbrigare con investitori cinesi e israeliani, rapiti dai prodotti dell'azienda che ieri ha festeggiato i trent'anni di attività. (c.z.)
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