E subito su Facebook il video disumano
Quattro mani tese con i muscoli tirati al massimo per trattenere quella vita che se ne stava andando. Non ce l’hanno fatta a compiere il miracolo. E a poche centinaia di metri, una mano anonima nascosta che schiaccia il tasto dello smartphone e filma la scena. Impassibile per quasi un minuto, ha documentato tutto: il corpo sospeso nel vuoto, le urla, la speranza che si perde, fino alla morte. Senza rispetto. Spettatore della tragedia, insensibile e forse orgoglioso dell’impresa. Serviva una mano per salvare una donna fragile, sarebbe stata determinante per riportarla su. Ma l’umano “tecnologico” era impegnato a filmare. Poi è corso via e quel video ha fatto il giro rapidamente: prima su Facebook con il suo carico di crudeltà, dato in pasto a un popolo che si nutre di dolore, quasi gode di cattiverie e falsità. Quindi è sparito ed è ricomparso sui gruppi whatsapp. Tutti a guardare quel corpo esile che vola giù tra grida di disperazione. Come succede quando si spreca una occasione in una sfida, o in un confronto qualsiasi. Solo che stavolta è morta una giovane donna, una persona in difficoltà che aveva deciso di dire basta e che poi ha pensato di fare un passo indietro. Serviva aiuto, non un film della morte. Ma chi non ha rispetto della vita doveva raccontare lo spettacolo. Quel video è arrivato in redazione. Abbiamo deciso di non pubblicarlo perché non vale niente. Chi non rispetta la vita e la morte è inutile. La sua mano non serve a nessuno.
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