Fondi ai gruppi, scagionato Meloni
Archiviata dal gip la sua posizione, aveva speso 30mila euro per l’ufficio politico
CAGLIARI. Utilizzare i fondi del gruppo regionale per pagare le spese del proprio ufficio politico non è un reato. Per questo motivo è stata archiviata l'indagine nei confronti del deputato del Pd Marco Meloni, di 46 anni, di Quartu, finito quattr’anni fa nell'inchiesta della Procura di Cagliari sull'utilizzo dei fondi del Consiglio regionale destinati ai gruppi consiliari nel periodo 2006-2009 con l’accusa di peculato continuato. Il gip del tribunale ha accolto la richiesta del pm Marco Cocco, che ha chiuso senza formulare contestazioni il fascicolo in merito ai circa 30 mila euro spesi dall'allora consigliere regionale, indagato assieme a altri trentadue colleghi con la stessa accusa: «Come dovere di ogni cittadino e ancor più di chi ricopre incarichi pubblici - ha dichiarato il parlamentare, difeso dagli avvocati Carlo Federico Grosso e Giuseppe Macciotta - ho sempre avuto assoluto rispetto e fiducia nell'azione della magistratura, fornendo fin dal primo momento agli inquirenti tutti gli elementi utili a chiarire i fatti oggetto di indagine. Ora, dopo oltre tre anni e mezzo, questa vicenda si chiude con l'affermazione piena della legittimità e della correttezza del mio operato».
Nel dicembre 2013 il deputato Pd aveva risposto alle domande del pubblico ministero, chiarendo i dubbi della Procura sulle spese addebitate al gruppo e che poi gli investigatori hanno verificato come legittime. E’ imminente intanto la chiusura dell’inchiesta-ter del pm Cocco, che dovrebbe portare alla richiesta di giudizio per numerosi altri consiglieri ed ex consiglieri regionali. Il 13 giugno lo stesso magistrato formulerà le sue richieste nei confronti di Francesca Barracciu, la sentenza potrebbe arrivare subito dopo.
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