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Si ritorna a parlare delle barriere

Si ritorna a parlare delle barriere

Il progetto per creare delle protezioni sul viadotto è stato presentato 4 anni fa

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SASSARI. «Sono molto colpito da questa nuova tragedia e non voglio accodarmi ai commentatori che si accorgono delle tragedie solo perché avvengono nella pubblica via. Valuteremo il da farsi a mente fredda e non sull’onda emozionale».

Il sindaco di Sassari Nicola Sanna vuole attendere che la città ritorni in sè dopo lo choc per il mancato salvataggio della donna in pieno giorno e la rabbia per il video che ritrae le fasi drammatiche del suicidio che è stato postato su facebook e condiviso su whatsapp da migliaia di persone poche ore dopo la tragedia.

Il «da farsi» di cui parla il sindaco potrebbe essere la rivalutazione di un progetto che quattro anni fa era stato presentato alla vecchia amministrazione e che aveva trovato il parere favorevole del sindaco di allora Gianfranco Ganau.

Il progetto realizzato dal geometra Igor Cassano era stato pubblicato inizialmente sulla bacheca facebook del gruppo “Fermiamo i suicidi dal Ponte Rosello”, un comitato che dopo una serie di suicidi che avevano sconvolto la città aveva chiesto all’amministrazione di intervenire. Il comitato che aveva poi preso il nome “Gruppo di interesse ambientale per il territorio di Sassari” aveva raccolto quasi diecimila firme per chiedere interventi urgenti.

L’ex sindaco Ganau aveva ritenuto che la simulazione di Cassano potesse avere un impatto minimo e quindi aveva deciso di avviare l’iter per valutare seriamente questo tipo di soluzione con la Soprintendenza ai beni architettonici e ambientali di Sassari e Nuoro. Di quel progetto quattro anni dopo non si sa più niente.

Anche se non tutti, commentando la notizia sui social network sono convinti che delle barriere possano scoraggiare chi ha intenzione di togliersi la vita.

«Se non si buttano dal ponte lo fanno dal terrazzo, non cambia molto - scrive sulla pagina facebook del giornale una lettrice - bisognerebbe invece intervenire sulle cause, con aiuti psicologici ed economici per le persone in difficoltà. Ricordiamo che il suicidio è l’ultima di tante spiagge passate prima e per arrivarci la persona deve essere disperata e depressa». «Ma basta - scrive un altro lettore - il Comune provveda a fare una pensilina anti suicidi che servirà anche contro la pioggia e il vento, e lo faccia anche sul viadotto Don Sturzo. Ma possibile che a questa Giunta non interessi la sicurezza della sua popolazione? Direte che chi si vuole suicidare lo farà ugualmente? Almeno non lo farà dai ponti della città». (l.f.)

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