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Le Regioni d’Europa si schierano con le isole

Le Regioni d’Europa si schierano con le isole

A Bruxelles approvata la risoluzione proposta da Sardegna, Corsica e Baleari Pigliaru: «È urgente che ci siano meno vincoli nella spesa dei fondi europei»

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CAGLIARI. Il gioco di squadra della Sardegna con la Corsica e le Baleari comincia a dare i suoi frutti anche a Bruxelles. Il riconoscimento dell’handicap dello stato d’insularità da parte dell’Europea ha fatto un altro piccolo ma importante avanti. Il Comitato delle Regioni s’è schierato con il «Patto delle isola» e ha approvato una risoluzione – proposta dalla consigliera regionale corsa Marie Antoniette Maupertius – che mette in fila gli svantaggi per cui alle tre regioni dev’essere riconosciuto «un congruo risarcimento non tanto economico ma nella possibilità di spendere meglio quello che abbiamo, compresi i fondi europei oggi soffocati dai troppi vincoli sugli aiuti di stato». È proprio questa la battaglia che da mesi Sardegna, Corsica e Baleari portano avanti insieme e su due fronti: continuano a fare pressione sui Paesi-madre e sollecitano l’Europa a pronunciarsi sulle loro richieste. Che questa volta hanno trovato il sostegno di tutte le Regioni europee. L’ultimo documento approvato pone infatti «l’accento sugli svantaggi che la condizione d’insularità ha provocato e provoca sul mancato sviluppo e per la prima volta rimarca con decisione «la necessità che le tre regioni non siano più vincolate al completo rispetto delle regole sul rischio degli aiuti di stato nell’utilizzo dei fondi europei». Tra l’altro proprio questo è uno dei punti di forza delle rivendicazioni della Sardegna, contenute anche nel dossier presentato a suo tempo al premier Renzi, perché le tre isole hanno bisogno del sostegno e della richiesta ufficiale dei governi nazionali per ottenere il riconoscimento (ci sarebbero delle titubanze) da parte dell’Europa. Il documento del Comitato è stato commentato con favore dal governatore Francesco Pigliaru: «Isole come le nostre – ha detto – non rientrano nel regime di vantaggio concesso ad altri territori ultraperifici, ma sono comunque molto lontane dalla terra ferma ed è questa posizione a provocare comunque forti svantaggi. Per questo – ha concluso il presidente – più che risorse aggiuntive, all’Europa chiediamo che ci siano riconosciute pari opportunità nello sviluppo e quindi contare su norme europee che ci permettano di spendere al meglio quello che già abbiamo soprattutto sul fronte della concorrenza».

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