Sanità sarda, niente garze né siringhe: caos negli ospedali vuoti
Nei reparti manca di tutto e l’assistenza di base non è più garantita. Sotto accusa la riforma sanitaria e la nascita dell'azienda unica che avrebbe bloccato le gare d'appalto e rallentato le forniture
SASSARI C’è chi ritorna a casa incredulo: il macchinario è rotto, le analisi sono rimandate. E chi, dal letto in cui è ricoverato, assiste al via vai frenetico di infermieri e ausiliari che cercano tamponi, garze, siringhe, cerotti. Gli scaffali sono sguarniti e i rifornimenti tardano ad arrivare. Garantire l’assistenza di base è diventato un problema. Nei reparti, dove in molti casi anche il personale è ridotto ai minimi termini, è il caos. Succede a Sassari, in particolare, ma i disagi sono forti anche in Gallura. Tra gli addetti ai lavori il dito è puntato contro la lentezza delle procedure, una macchina amministrativa che arranca e non riesce a fare in modo che le strutture siano dotate – nei tempi e nelle quantità giuste – di tutto ciò che serve. E se gli stessi problemi venivano denunciati saltuariamente anche in passato, ora la protesta è diventata quasi quotidiana. Sotto accusa c’è la riforma sanitaria che ruota intorno alla creazione della Ats, la Asl unica, e all’obiettivo, grazie a un’unica regia, di migliorare i servizi e limitare le spese. Per ora gli effetti non si vedono. Al contrario la fusione tra strutture e il travaso di personale ha avuto effetti traumatici: succede infatti che ci siano reparti o uffici sguarniti, non in grado di svolgere il lavoro come in passato.
Articolo completo e altri servizi nel giornale in edicola e nella sua versione digitale
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
