I sindacati: «Ora tuteliamo i lavoratori»
Cgil, Cisl e Uil contestano il “metodo” degli arresti: «L’irruzione in azienda ha creato sconcerto»
CAGLIARI. Preoccupazione per i lavoratori e per la continuità produttiva, ma anche pesanti accuse nei confronti del metodo «utilizzato per l’arresto delle persone». I rappresentanti sindacali stanno con i dipendenti ma anche con l’azienda, che a loro dire ha agito in maniera corretta «ma accertare la verità dei fatti spetta alla magistratura nella quale abbiamo piena fiducia». I segretari regionali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil dopo gli arresti nello stabilimento di Macchiareddu precisano che non spetta a loro « emettere sentenze e non vogliamo neppure confonderci con quanti giocano con troppa disinvoltura ad anticiparle - sottolineano i rappresentanti dei lavoratori - in genere con una propensione a confondere l'ideologia con l'accertamento dei fatti e delle responsabilità». Tuttavia le sigle di categoria dicono di avere trovato discutibile « il metodo utilizzato per l'arresto delle persone che è stato vissuto dai lavoratori anche come un attacco al luogo e al lavoro stesso, davanti ad una irruzione in una fabbrica in marcia, con tanta dovizia di mezzi e di sirene, generando l'idea, e il timore, che tutti quanti operano in quel sito lo fanno mettendo in pericolo l'ambiente e le persone». Aggiunge William Schirru, segretario Filctem Cgil per la provincia di Cagliari: «I lavoratori sono frastornati, chi sta lavorando non si aspetta di vedersi piombare addosso le divise e di vedere uscire colleghi in stato d’arresto». La sera stessa in fabbrica c’è stata una assemblea convocata dalle tre sigle sindacali: «Tutti sperano che l'inchiesta si chiuda subito, nessuno si aspettava una situazione del genere. All’improvviso sono mancati i vertici, l’azienda va avanti – aggiunge Schirru – ma la situazione è pesante». Oggi ci sarà un’altra assemblea unitaria, «dal futuro dell’azienda dipendono le sorti di tante famiglie». I sindacati sottolineano che «non si barattano i posti di lavoro in cambio della tutela della salute e dell'ambiente. Crediamo debbano essere mantenute ben distinte e separate le questioni che attengono all'attività lavorativa – dicono Cgil, Cisl e Uil – dall'eventuale compimento di atti illegali e dal doveroso loro accertamento da parte degli organi giudiziari».
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