«Troppa burocrazia: basta, vendo tutto»
«Non si può lavorare in Italia. Evidentemente la burocrazia conta più di ogni altra cosa. Così non mi interessa. Anzi, se qualcuno fosse interessato si faccia avanti». Flavio Briatore non usa mezzi...
«Non si può lavorare in Italia. Evidentemente la burocrazia conta più di ogni altra cosa. Così non mi interessa. Anzi, se qualcuno fosse interessato si faccia avanti». Flavio Briatore non usa mezzi termini dopo il sequestro per abusivismo edilizio del Twiga, lo stabilimento balneare in costruzione nel lido pugliese di Otranto, spiega perché da deciso di ritirare la licenza per l'utilizzo del marchio Twiga all'impresa Cerra sarl, che stava eseguendo i lavori: «Sono fuori, certo mi dispiace - spiega Briatore, che è del tutto estraneo all'indagine -. Mi sembrava una cosa buona per tutti. Però, evidentemente, a qualcuno non piaceva: vorrei capire se tutte le centinaia di attività come quella hanno ricevuto praticamente un controllo al giorno per un mese e mezzo come è successo a questa. E, tra l'altro, sono sicuro che chi ci stava lavorando aveva rispettato tutte e dico tutte le norme, altrimenti non ci avrebbero messo così tanto per sequestrarlo». Se la prende con la burocrazia italiana Flavio Briatore che nel 1998 aveva creato il Billionaire, a pochi metri da Porto Cervo, e da quasi vent’anni è il locale più in della Costa Smeralda. L’idea di replicare il successo in Puglia, anche se con una forma diversa, è tramontata prima ancora di prendere vita per colpa, secondo l’imprenditore, della burocrazia che proprio Briatore ha definito “la regina che non ha rispetto di chi investe”.
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