Una morìa senza spiegazioni
Cuglieri, la strage dei molluschi “Arca noae” non è stata chiarita dalla scienza
CUGLIERI. Una morìa che è rimasta per ora senza spiegazione quella dei molluschi “Arca Noae” e che probabilmente non è collegata al caso delle razze trovate prive di vita nel litorale del Sinis.
L’episodio della strage di molluschi bivalve “Arca Noae”, segnalata nelle scorse settimane da dei sub professionisti, non ha avuto una spiegazione scientifica. Alcuni subacquei avevano testimoniato la presenza di migliaia e migliaia, forse milioni di gusci vuoti di quello che viene anche chiamato come Mandorla di mare, nel tratto roccioso di costa tra Santa Caterina e Is Arenas.
L’Arca Noae è un mollusco ben presente nei mari dell’Oristanese come nel resto della Sardegna. Si fissa agli scogli e viene spesso ricoperto da una spugna (Crambe crambe), tanto da sembrare esso stesso uno spugna. L’Arca Noae (il nome deriva dalla forma che ricorda quella di un'imbarcazione) è un mollusco bivalve. «Molto comune in tutto il Mar Mediterraneo su fondali rocciosi o detritici - questa la definizione di Wikipedia -, da 0 a 100 metri di profondità, a cui si attacca tramite il bisso, più raro nelle zone della costa campana dove è stato sottoposto in passato a pesca intensiva». Nelle coste della Sardegna è ancora ben presente, comprese quelle oristanesi dove trova habitato ideali nei tanti tratti rocciosi. È commestibile e anche di ottima qualità, ma è vietato prelevarlo.
Nella prima settimana di maggio si deve essere verificata una condizione che, almeno in quel tratto di costa, ha prodotto una eccezionale morìa. Sono stati alcuni sub professionisti ad accorgersi del fenomeno: «Un vero e proprio tappeto di valve aperte e adagiate sul fondo, ormai vuote, con il mollusco divorato dai pesci. Una cosa mai vista in tanti anni di immersioni», ha raccontato uno di loro.
Nella scorsa estate, a luglio, nelle acque di Ponza, c'è stata una “strage” di Arca Noae
Nessuno degli esperti sub si è azzardato a formulare delle ipotesi. Anche perché sembra che il fenomeno abbia interessato solo gli esemplari di Arca Noae, lasciando invece assolutamente indenni gli altri molluschi e, in generale il resto della fauna che popola la costa oristanese. «Patelle, bocconi, attinie non sembrano aver sofferto alcun danno», ha raccontato ancora uno dei sub testimoni del fenomeno.
Se ci fosse stato un inquinamento di tipo massiccio, ne avrebbero potuto patire anche altre forme di vita animale. Non è comunque la prima volta che si verificano casi di morìe di molluschi che colpiscono solo certe specie.
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