Servitù militari, la Regione non è immobile
Pigliaru replica al sottosegretario Rossi: «La trattativa va avanti e noi abbiamo degli obiettivi chiari»
CAGLIARI. La Regione non vuole passare certo come chi frena nel confronto con il governo sulle servitù militari. Accusata di esserlo dal sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi, ha replicato con il governatore Francesco Pigliaru. «Da parte nostra – si legge nel comunicato – nessun immobilismo, solo determinazione e fermezza». Per aggiungere subito dopo: «Il sottsegretario sa benissimo che il nostro confronto col governo è continuo e che la Regione è impegnata a ottenere un risultato coerente con l’ordine del giorno approvato tre anni fa, il 17 giugno, dal Consiglio regionale». Ordine del giorno in cui tra l’altro c’è scritto ed è il primo obiettivo «impegna la giunta a ottenere la graduale dismissione dei poligoni militari». Concetto ripreso da Pigiaru nella replica a Rossi: «Sulla presenza militare in Sardegna – scrive il governatore – ha un obiettivo molto chiaro: il riequilibrio del peso delle servitù nei territori. Questa è la nostra posizione, la ministra Roberta Pinoti, la presidenza del Consiglio dei ministri e il sottosegretario Rossi la conoscono bene e non da oggi». C’è un altro passaggio interessante nel comunicato di Pigliaru: «Il confronto col Governo è a tratti anche forte e difficile, com’è naturale che accada su argomenti di cui si discute da oltre trent’anni». Alcuni risultati sono stati ottenuti: «Per la prima volta le esercitazioni militari saranno sospese da giugno a settembre. Poi dopo venticinque anni d’attesa è stato riconosciuto il diritto all’indennizzo anche per i pescatori di Capo Frasca». Fino a parlare del futuro: «Sulle altre questioni le nostre trattative col governo non sono certo cessate. Continuiamo a lavorare a un accordo che dovrà prevedere misure concrete di riequilibrio da attuare con modalità e tempi certi». Il che vuol dire: la Regione non è immobile come sostenuto invece dal sottosegretario.
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