Fluorsid, vertice in Regione via libera agli ispettori Ispra
Riunione ristretta tra il governatore Pigliaru e gli assessori Spano e Arru
CAGLIARI. L’Ispra arriverà in Sardegna per una ispezione straordinaria nell’area della Fluorsid. Gli ispettori dell’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che dipende direttamente dal ministero verificheranno i livelli di inquinamento e il rispetto delle misure di sicurezza.
Le prime risposte alle richieste della Regione sono arrivate. Ma è solo un passo iniziale. La giunta guidata da Francesco Pigliaru cannoneggiata non solo dagli ambientalisti, ma anche da pezzi della stessa maggioranza, risponde in modo forte all’emergenza ambiente. Il caso Fluorsid è diventato il detonatore che ha fatto deflagrare la questione ambientale. Il rapporto tra industria e inquinamento nell’isola è diventato un tema centrale, tutto politico. Una questione che viaggia parallela, e in un certo modo indipendente, da quella giudiziaria.
Le critiche tutte politiche arrivate alla giunta, anche da parlamentari della maggioranza, rischiano di avere un effetto destabilizzante sugli equilibri del centrosinistra.
Il vertice. Il governatore Pigliaru ha fatto una full immersion lunga quasi una giornata. Si è chiuso in una stanza con l’assessore all’Ambiente Donatella Spano, quello alla Sanità Luigi Arru. Con loro i funzionari dell'assessorato all’Industria, l’Arpas, il distretto idrografico, l’Asl, l’istituto zooprofilattico, il servizio pesca dell'assessorato all'Agricoltura, i servizi veterinari e quello antinquinamento. Un vertice che aveva al centro la salute pubblica, quella animale e la tutela ambientale. Il nodo è il caso Fluorsid. Pigliaru ha parlato anche con il sindaco della città metropolitana Massimo Zedda. Oggi parteciperà anche all’incontro con gli altri sindaci dei centri dell’hinterland a Cagliari.
Il vertice è servito per leggere con attenzione gli atti e i documenti che riguardano il caso Fluorsid. Si sono anche controllate tutte le attività dai sistemi di monitoraggio e si sono verificate le autorizzazioni dell’azienda. Perché l’Arpas ha sue centraline nell’area industriale di Macchiareddu, ma i sofisticati sensori non rilevano il tipo di sostanze inquinanti che potrebbero arrivare da uno stabilimento che tratta la fluorite. Anche questo è stato uno dei temi affrontati nel vertice. L’assessorato all’Ambiente ha deciso di intensificare le attività di controllo e di campionamento collegate alla qualità dell’ambiente e della salute.
Nei giorni scorsi l’assessore Spano era già intervenuta per spiegare come la Regione non abbia mai trascurato l’attività di vigilanza. «La Regione è coinvolta in modo diretto nelle indagini con una sua struttura, il Corpo forestale, che nelle funzioni di polizia giudiziaria fa riferimento alla magistratura – aveva spiegato l’assessore –. Le indagini svolte dal corpo forestale con professionalità e competenza, sono partite dalla segnalazione di un’altra struttura regionale: il servizio veterinario della Asl».
Le bonifiche. In corso ci sono già delle bonifiche nell’area finita al centro dell’inchiesta. Fa parte dei siti industriali che ricadono nell'area Sin, Sito riconosciuto di interesse nazionale in quanto storicamente inquinato. A evidenziarlo un passaggio del lavoro del vertice in Regione. I dati sull'inquinamento del sito raccolti dalla Regione avevano già indotto il Ministero dell'Ambiente a richiedere all'azienda interventi di messa in sicurezza e bonifica della falda superficiale, procedimento attualmente in corso.
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