Deriu: «L’alcol e il tabacco peggio di una canna»
di Claudio Zoccheddu
Il consigliere Pd: «Mai fumato ma sono antiproibizionista La Sardegna è matura, c’è una mia proposta di legge ferma»
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SASSARI. È un concetto che proprio non riesce ad accettare: il proibizionismo non è nelle corde di Roberto Deriu, consigliere regionale del Pd, che ieri ha votato a favore della mozione presentata in consiglio regionale che prevedeva la liberalizzazione della marijuana a scopi terapeutici e ludici. Un provvedimento affondato anche dai voti della maggioranza, per nulla compatta quando si è trattato di esprimersi: «C’è stata una cattiva gestione dell’aula – spiega Deriu –. Il secondo firmatario della mozione (Paolo Zedda dell’Mdp, ndr) non ha voluto accettare una proposta di Rossella Pinna che non avrebbe sminuito la portata della decisione del Consiglio». Il nodo che è stato impossibile sciogliere riguardava l’uso “ludico” della cannabis: «Sarebbe bastato escludere questo termine e la mozione sarebbe passata – continua Deriu – e, lo ribadisco, quella di Rossella Pinna era una proposta intelligente che non avrebbe cambiato nulla. Dall’opposizione, poi, non c’erano chiusure per gli aspetti legati alla sperimentazione terapeutica. La maggioranza, invece, ha commesso l’errore di confondere il radicalismo con il massimalismo». L’idea di trasformare l’isola in un laboratorio nazionale di sperimentazione della liberalizzazione della cannabis è però ancora viva nelle intenzioni del consigliere del Pd: «Si potrebbe procedere se la commissione si decidesse ad esaminare la mia proposta di legge ma, per il momento, non ho aggiornamenti. Vedremo».
Le convinzioni che muovono Roberto Deriu sono quelle che rimbalzano da una parte all’altra del dibattito politico, anche nazionale: «La verità è che molte cose, se assunte senza alcun criterio, fanno male. Anche i calamari possono essere nocivi, dipende da come vengono consumati e da quanti se ne mangiano. Alcol e tabacco, poi, fanno molti più morti ma sono legali a differenza della marijuana che invece è vietata. È un controsenso che ormai la gente inizia a percepire». Secondo Deriu la Sardegna è già pronta ad accogliere una novità di questo tipo: «Il popolo sardo è consapevole di come in questo divieto siano racchiusi tutti gli anacronismi delle proibizioni che generano solo nuove vie percorribili dalla criminalità. La realtà è che la Sardegna e la sua gente è già pronta a sperimentare questa possibilità e noi proveremo a fare in modo che la voce dei cittadini possa essere raccolta anche dalla politica, come dovrebbe accadere quasi automaticamente».
Nonostante una posizione decisamente schierata contro le proibizioni, Roberto Deriu è solo un teorico della liberalizzazione della marijuana: «Non ho mai fumato nemmeno le sigarette, figuriamoci la marijuana. Questo non vuol dire che chi desidera farlo non possa perché la legalizzazione è un tabù che la politica non riesce a superare».
Le convinzioni che muovono Roberto Deriu sono quelle che rimbalzano da una parte all’altra del dibattito politico, anche nazionale: «La verità è che molte cose, se assunte senza alcun criterio, fanno male. Anche i calamari possono essere nocivi, dipende da come vengono consumati e da quanti se ne mangiano. Alcol e tabacco, poi, fanno molti più morti ma sono legali a differenza della marijuana che invece è vietata. È un controsenso che ormai la gente inizia a percepire». Secondo Deriu la Sardegna è già pronta ad accogliere una novità di questo tipo: «Il popolo sardo è consapevole di come in questo divieto siano racchiusi tutti gli anacronismi delle proibizioni che generano solo nuove vie percorribili dalla criminalità. La realtà è che la Sardegna e la sua gente è già pronta a sperimentare questa possibilità e noi proveremo a fare in modo che la voce dei cittadini possa essere raccolta anche dalla politica, come dovrebbe accadere quasi automaticamente».
Nonostante una posizione decisamente schierata contro le proibizioni, Roberto Deriu è solo un teorico della liberalizzazione della marijuana: «Non ho mai fumato nemmeno le sigarette, figuriamoci la marijuana. Questo non vuol dire che chi desidera farlo non possa perché la legalizzazione è un tabù che la politica non riesce a superare».
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