La Nuova Sardegna

Il budget per l’agricoltura è di 311 milioni 

Il budget per l’agricoltura è di 311 milioni 

Analisi di ogni assessorato per scoprire come la Regione spende i soldi. Caria: ora usiamo più fondi Ue

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CAGLIARI . I soldi ci sono, anche se meno del previsto soprattutto per colpa dello Stato, e nell’attesa che il governo restituisca alla Sardegna almeno parte del maltolto, la domanda stavolta è un’altra: la Regione come spende quello che ha in cassa? L’indagine è partita: la commissione bilancio, come annunciato fa dal presidente Franco Sabatini del Pd, ha cominciato con l’assessorato all’agricoltura, poi sarà la volta, nell’ordine, di sanità, industria e cultura. Ogni assessore avrà di fronte sempre gli stessi quesiti: i tempi di pagamento, l’efficienza del personale e l’efficacia degli interventi. Il primo a rispondere è stato Pierluigi Caria da marzo all’agricoltura. Le tabelle della Finanzia 2017 dicono che ha un budget di 311 milioni, più i fondi europei. «Esistono – ha detto Caria – diversi problemi strutturali di organizzazione e funzionamento, ma in questi ultimi mesi c’è stato un cambio di passo nell’assegnazione dei fondi europei». La macchina burocratica ora è molto più veloce e la Sardegna è risalita fino al quarto posto nella classifica nazionale sull’utilizzo dei finanziamenti – 830 milioni è la quota per l’isola – previsti dal Piano di sviluppo rurale. «Nei primi mesi del 2017 sono 82 i milioni stanziati».Entro l’anno, l’Agenzia regionale per l’agricoltura, l’Argea, prenderà il posto di quella nazionale come ente pagatore, e le procedure dovrebbero essere ancora più snella, anche se la romana Agea sembra essere ora uscita dalle secche burocratiche che fino a qualche mese avevano scatenato le proteste degli agricoltori sardi. Un altro problema per l’assessorato è l’esistenza di troppe agenzie collegate, oltre l’Argea ci sono Agris e Laore. L’obiettivo è puntare, prima o poi, all’Agenzia unica, ma nel frattempo «quelle che sono in campo – ha detto Caria – hanno seri problemi di bilancio e anche i Consorzi di bonifica hanno pochi soldi in cassa. In questa situazione, è difficile garantire l’ordinaria amministrazione». Poi c’è il problema del personale: l’organico lordo dell’assessorato è di 90 dipendenti, quello netto non supera il 50 per cento. «Ma finché non ci sarà la riforma della Regione – ha aggiunto Caria – non è ancora possibile aumentare l’organico con la mobilità interna, ad esempio con il trasferimento dalle Agenzie, mentre è evidente che i nostri uffici sono sottodimensionati». L’assessore ha parlato anche dei 14 milioni stanziati dal Consiglio regionale per acquistare il Pecorino romano invenduto: «Sono ancora fermi – ha detto – perché le procedure sono complicate ed è possibile che potrebbe essere necessario cambiare alcuni passaggi dell’articolo approvato dall’aula». Al termine del primo confronto, il presidente Sabatini ha detto: «Abbiamo avuto la conferma che il sistema amministrativo è in difficoltà, ma esistono i margini per migliorare i tempi e la qualità della spesa».

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