La Nuova Sardegna

Il lavoro del futuro: spazzacamino 

Il lavoro del futuro: spazzacamino 

Le norme sulla sicurezza e i costi del riscaldamento rilanciano una figura démodé

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SASSARI. È considerato uno dei mestieri del futuro: parliamo dello spazzacamino. Sembra un paradosso che una figura che nell’immaginario appare legata a un passato ormai remoto e al mondo delle favole stia invece tornando di moda. Magari sotto una forma meno romantica e più moderna. Ma tra i mestieri legati alla legna, resiste anche quello del boscaiolo. Secondo i dati diffusi da Anfus (Associazione nazionale fumisti e spazzacamini), ci sono ben 30 mila boscaioli e circa 12 mila spazzacamini attivi in tutta Italia, a conferma del fatto che i boschi danno lavoro non solo ai forestali ma anche a giovani imprenditori. Anche in Sardegna lo spazzacamino è tornato di moda: in aumento i numeri di singoli imprenditori e di società che si dedicano a questa attività. Anfus rileva infatti come siano sempre più i giovani under 40 che si dedicano a questi lavori, incoraggiati dal fatto che, complice la crisi economica e i costi delle materie prime, in Italia c’è una riscoperta della legna come materiale combustibile da riscaldamento. Una tendenza che, nel suo piccolo, contribuisce a fare la fortuna di quei mestieri come il boscaiolo o lo spazzacamino che traggono direttamente linfa dalla legna.
Il fondatore e presidente dell’Anfus Giovanni Paoletticommenta così: «Quello dello spazzacamino può essere considerato il lavoro del futuro. È un lavoro impegnativo, perché ci sono molte norme che riguardano la sicurezza, l’inquinamento atmosferico e il risparmio energetico da dover necessariamente conoscere».

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