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Fresu alla ricerca del quorum dopo il terremoto in Comune

PALAU. Per Luca Fresu, unico candidato sindaco sotto l’Orso, il nemico da battere si chiama astensionismo. Il voto arriva in un momento delicato per il piccolo paese che si specchia nell’arcipelago...

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PALAU. Per Luca Fresu, unico candidato sindaco sotto l’Orso, il nemico da battere si chiama astensionismo. Il voto arriva in un momento delicato per il piccolo paese che si specchia nell’arcipelago della Maddalena. Qualche mese fa un terremoto giudiziario ha decapitato l’amministrazione. Il sindaco Francesco Pala e il vice sindaco Maria Piera Pes sono finiti al centro di una inchiesta giudiziaria. Sono accusati dalla procura di Tempio di un presunto scambio di favori. I due amministratori avrebbero indotto un giovane ad attivarsi sui social per promuovere la maggioranza in vista delle future elezioni, promettendo in cambio un’assunzione all'ufficio turistico. Dopo la bufera giudiziaria Pala e Pes hanno rassegnato le dimissioni. La Regione ha mandato un commissario straordinario e ha inserito Palau nella lista dei comuni che vanno al voto. Una decisione inaspettata, che ha costretto le formazioni politiche a mettere il turbo. Sono partite le consultazioni, più delicate che muoversi in una cristalleria. Il centro destra, espressione dell’amministrazione Pala decaduta ha provato a plasmare una lista. Le difficoltà sono emerse quasi subito. Troppo forte l’onda d’urto dello tsunami giudiziario per trovare la forza di riprovarci. Con caparbietà e orgoglio ci è riuscito invece Luca Fresu, dipendente di Abbanoa, alle spalle una esperienza di assessore all’Ambiente e vice sindaco nella giunta di Piero Cuccu. Lui già pensava a un impegno in prima persona, ma per il 2018. È nato il gruppo “Riparti Palau”, unica lista in campo per l’11 giugno. «Il primo pensiero è stato mettersi a disposizione del paese – spiega Fresu –. L’ultima amministrazione si era insediata dopo un anno di commissariamento e in quattro anni non era riuscita a dare le risposte tanto attese dai cittadini. Abbiamo preso coscienza del momento delicato che Palau viveva e abbiamo deciso di metterci la faccia e l’impegno per ridare dignità al nostro paese. Abbiamo ragionato in modo trasversale sin dalla prima riunione, pensando prima di tutto da palaesi, da persone innamorate e orgogliose della nostra comunità. Palau ha davanti a sé un importante test di democrazia. Non dobbiamo perdere questa occasione. Non abbiamo bisogno di un commissario ma di una amministrazione politica, democraticamente eletta, che faccia le battaglie per il paese e i diritti della comunità. Con un commissario per un anno ci dovremmo accontentare dell’ordinaria amministrazione». Gli impegni elettorali sono semplici e concreti. Palau ha un Piano urbanistico congelato. La versione Cuccu, adottata in Consiglio ed ereditata dalla giunta Pala, è stata corretta in base alle osservazioni della Regione. Ma anche il nuovo piano è stato sommerso da decine di pagine di modifiche. Che non sono mai state fatte. Il compito della nuova giunta sarà adeguare lo strumento urbanistico alle norme vigenti e dare certezza del diritto. Resta sospeso anche il discorso del porto turistico. Il Comune rischia di perderne la gestione e da sempre la marina è la cassaforte dell’ente. Le liste di attesa per uno spazio sulle on de sono lunghissime. E buona parte degli incassi vengono reinvestiti in servizi alla persona. Riparti Palau promette un ampliamento eco-compatibile e le battaglie in Regione per continuare a tenerne il timone del porto.

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