Elezioni, il futuro della Costa Smeralda passa dalla sfida di Arzachena
La nuova giunta dovrà pianificare lo sviluppo urbanistico del tratto di costa più prezioso dell’isola Ma sul tavolo anche le emergenze del lavoro e della crescita sostenibile del territorio
ARZACHENA. La città con il cuore di paese sogna il grande salto nel futuro. Il mattone placcato oro delle coste resta il grande amore, ma nel borsino dei valori risalgono le campagne e la cultura. Il piano di sviluppo del Qatar in Costa Smeralda non è l’unico argomento pre-voto. Le promesse qatarine degli ultimi anni, rimaste tutte virtuali, hanno un po’ raffreddato i sentimenti di incondizionata fiducia nel nuovo investitore. Una delusione che si è vestita di nostalgia per il principe illuminato.
E per quel talento naturale dell’ Aga Khan nel creare un modello di Costa Smeralda in cui il business aveva un’anima filantropica. E infatti il ritorno a quel modello di sviluppo, fatto di cemento cesellato tra ginepri e lentischi, compare nei programmi elettorali. Un messaggio subliminale al Qatar che nelle scorse settimane ha presentato direttamente in Regione un piano di sviluppo per Porto Cervo con due nuovi hotel, anche nella fascia vergine dei 300 metri. Una posizione che dovrà inevitabilmente scontrarsi con le norme urbanistiche. E in Costa Smeralda di mattoni sospettati di illegittimità ne sanno qualcosa. Le suite degli hotel di Porto Cervo di proprietà del Qatar sono stati al centro di una querelle giudiziaria a colpi di sequestri, ricorsi, dissequestri.
Vicende che hanno fatto capire quanto l’attenzione della magistratura sia alta sui temi dell’edilizia a 5 stelle e sul rispetto della legge. E quanto poco interessa a chi mastica diritto la super potenza che c’è dietro l’emirato che si nutre di petrolio. Ma nella campagna elettorale a tre per conquistare il palazzo di Arzachena la vetta degli impegni strappavoti la conquista il lavoro. Perché anche la capitale della Costa Smeralda deve fare i conti con la povertà, i posti di lavoro che mancano, le richieste di sussidio in crescita, le file alla Caritas in aumento. Nessuno pensi però che il Comune possa diventare un ufficio di collocamento.
Chi vincerà le elezioni dovrà creare le condizioni per lo sviluppo di un territorio che per le sue potenzialità avrebbe dovuto avere le strade con lastroni d’oro. Cinque anni fa il 70 percento della comunità arzachenese mise nelle mani di Alberto Ragnedda, l’imprenditore di Capichera, il compito di fare di Arzachena la città più ricca di Gallura. A sei mesi dalla fine del mandato e dopo una tormentata legislatura, Ragnedda ha gettato la spugna. Dimissioni e commissario straordinario. Quel momento ha dato il via ufficiale alle consultazioni pre elettorali.
E nella pre-tattica del voto gli arzachenesi sono leader senza eguali. Perché in questo territorio benedetto da Dio e baciato da un principe, in cui i baretti formato famiglia di piazza Risorgimento convivono con le discoteche per vip della Costa, sono ancora le persone e le famiglie a dettare le regole del voto, non i partiti, relegati a sbiadite comparse. Ed è in questo contesto delicato che sono scese in campo tre liste.
Tenta la conquista della poltrona di Palazzo Ruzittu Gigi Astore, 64 anni, ex sottufficiale della Capitaneria, una lunga lista di incarichi alle spalle. Assessore, consigliere provinciale, coordinatore di FI. Astore ha creato una rosa di neofiti della politica e l’ha chiamata Abc, Arzachena bene comune. E con orgoglio rivendica la freschezza della sua squadra e il taglio dei rapporti con la classe politica che ha governato Arzachena negli ultimi 40 anni.
Con “Nuova Arzachena” tenta di entrare nella storia amministrativa di Arzachena Maria Giagoni, commercialista, vice sindaco della giunta Ragnedda, poi all’opposizione della sua maggioranza. Prima di lei una sola donna ha indossato la fascia tricolore, Giovanna Pileri. Giagoni ha costruito il suo gruppo nel tempo e la sua figura da leader ha fatto da collante. Ha trovato l’accordo col gruppo dell’ex sindaco Ragnedda, ma ha portato all’interno della squadra anche nomi nuovi e molte donne.
Roberto Ragnedda è un avvocato, ha 37 anni e alle spalle una esperienza da assessore alle Politiche giovanili. Ha saputo cucire alleanze elettorali trasversali mettendo al centro della sua filosofia politica Arzachena e gli arzachenesi. E ha infatti conquistato esponenti di centro sinistra e di centro destra, volti nuovi ed eredi di famiglia. Si presenta come l’uomo della pax arzachenese, condizione che ritiene fondamentale per costruire il futuro della comunità.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
