Università: servono più laureati
Sette milioni dalla Regione per orientare meglio gli studenti delle Superiori
3 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Le università di Sassari e Cagliari sono in risalita nelle contestate classifiche nazionali, «dettate più da leggi di mercato che da criteri scientifici», diranno i rettori ma hanno un problema importante da risolvere: il numero ancora basso di laureati fra i 30-34 anni. In Sardegna la quota è del 17 per cento, con un distacco di quasi 10 punti rispetto all’obiettivo nazionale e addirittura del doppio se confrontato con quello europeo da raggiungere entro il 2020. La verità è che dopo le Superiori molti studenti, soprattutto quelli iscritti al primo anno dopo il diploma, sbagliano la scelta del corso, perché non non hanno testato prima le loro attitudini. È il fenomeno della dispersione universitaria che la giunta regionale ha deciso di contrastare con un finanziamento di 7 milioni. In quattro anni Cagliari avrà 4,5 milioni, Sassari quasi 2,5. I potenziali beneficiari del programma saranno i 116mila studenti delle Superiori, a cominciare dal terzo anno fino al quinto, e anche agli universitari appena iscritti. «Vogliamo aumentare il numero dei laureati – ha detto il governatore Francesco Pigliaru – perché anche questo, come la lotta alla dispersione scolastica e l’istruzione in generale, è un altro passaggio fondamentale per puntare allo sviluppo». Secondo l’assessore alla cultura Giuseppe Dessena: «Di fatto i continui tagli subiti dalle università sarde nei finanziamenti nazionali hanno reso impossibile il coinvolgimento degli studenti in quella che è una fase fondamentale: la scelta del corso di laurea. Per questo siamo intervenuti con un finanziamento consistente e che non è certo il primo. Sono 140 i milioni che, ogni anno, la Regione trasferisce alle università». La conferma è arrivata dal rettore di Cagliari Maria Del Zompo: «Senza queste risorse, avremmo potuto fare un millesimo dei progetti che abbiamo in mente per ridurre gli abbandoni o il fenomeno dei fuori corso». Da quest’anno in poi il «rapporto col sistema scolastico sarà strettissimo e dobbiamo far sì che aumentino gli iscritti, ma che siano soprattutto iscritti consapevoli», ha sottolineato il rettore di Sassari Massimo Carpinelli. Confermato che le tasse universitarie non aumenteranno neanche quest’anno, saranno sempre intorno ai 700 euro mentre crescerà il numero delle borse di studio e delle agevolazioni, il progetto prevede diversi interventi mirati. La sintesi è questa: il potenziamento dell'orientamento nelle scuole Superiori, perché i futuri diplomati possano testare prima le loro conoscenze e competenze rispetto ai requisiti richiesti dagli atenei. Saranno poi organizzati seminari e laboratori, per dare continuità, è indispensabile, fra i due corsi di studio, oppure dovranno colmare quelle lacune – non solo nelle materie scientifiche ma anche in quelle umanistiche – e spesso è questa la causa dell’improvviso blocco, non si presentano agli esami, che attanaglia molti neo universitari. Non mancheranno neanche le iniziative, come ad esempio l’alternanza scuola-università, per rendere ancora più consapevole e sicura la scelta del corso anche in base alle opportunità di lavoro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
