Ozieri a caccia di un rilancio in tre per tagliare il traguardo
di Giovanni Bua
Centrosinistra, centrodestra e una civica trasversale in un tutti contro tutti con profonde divisioni Al centro della campagna elettorale il ruolo della città come punto di riferimento del Monte Acuto
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INVIATO A OZIERI. Commercio, edilizia, agricoltura, allevamento, cavalli e sanità, spianata e letteratura. Ma soprattutto ruolo guida di un ampio territorio, tra Sassari e Olbia, di cui era punto di riferimento per i servizi, per il lavoro, per la cultura e il divertimento. Fasti che Ozieri vorrebbe rivivere, sostituendo «l’elmetto da combattente con quello da cantiere».
Sono parole di Marco Murgia, uno dei tre candidati a succedere a Leonardo Ladu, dominus per dieci anni della coalizione di centro sinistra che ha governato la cittadina di 11mila abitanti capoluogo del Monte Acuto. A sostenerlo la lista “Comune Obiettivo”, attorno cui si è aggregata una coalizione di centro sinistra-sovranista, con il “raddoppio” del PdS di Paolo Maninchedda, ieri in città per tirare la volata all’uscente Gigi Sarobba e al giovane Davide Giordano.
A cercare di rendergli la vita difficile la civica espressione del movimento Prospettive, con l’avvocato civilista Marco Peralta che tra i partiti ufficiali mette in bacheca solo l’edorsement dei “ribelli” della Base di Efisio Arbau e Gaetano Ledda, andando però a pescare in un eterogeneo pantheon che vanta ex An, simpatizzanti grillini (l’M5S non ha presentato nessuna lista e non appoggia, come da prassi, nessuno) fuoriusciti dal centrosinistra e tanta gente comune, e si è saldato attorno alla stesura di un programma dettagliatissimo e a una critica pesante nei confronti degli ultimi 20 anni di governo.
Poi centrodestra “ufficiale” di Adriana Sotgia, con Progetto Ozieri, nato sull’onda del sogno primarie del movimento “LaboratoriOzieri” che, dopo vari tentativi di allargamento della coalizione e il colpo di teatro del passo indietro dalla competizione dell’artigiano ed ex sindaco Antonio Fantasia, ha deciso di scommettere sull’agronoma e responsabile di Laore per dare continuità alla forte tradizione “d’area” cittadina, con il centrodestra che ha governato in due delle ultime quattro legislature.
Tutti contro tutti. Un “tutti contro tutti” in realtà difficile da schematizzare, con i tre schieramenti che si presentano come nuovi ma hanno tutti in pancia pezzi importanti di una comunità di radicata storia politica, solcata da dissidi profondi spesso sfociati in rotture molto personali. Comunità messa sotto pressione da un arretramento di Stato e Regione evidente, reso plastico dalla chiusura in questi giorni della sede della Polizia Stradale, da un piano di ridimensionamento dell’ospedale ancora in corso, da una serie di servizi costantemente nel mirino come Carabinieri e Agenzia delle entrate, Abbanoa, Inps, giudice di pace.
La bella addormentata. Una bella addormentata che ha iniziato il suo declino dopo la divisione drastica tra le due Province di Sassari e della Gallura, che ha di fatto allontanato dall’orbita della ex Comunità Montana del Monte Acuto Comuni come Buddusò, Alà dei Sardi, Berchidda, Monti, solo per citarne alcuni. E che sul ritorno al ruolo di punto di riferimento della regione che da Sassari arriva fino ai confino di Olbia e Tempio gioca gran parte del suo futuro.
Programmi. Su questo si esercitano i tre programmi dei candidati. Chi, come Murgia, partendo da una continuità con il recente passato, pur ammettendo «che per nuove sfide occorrono forze nuove, fresche e motivate». «Per alcuni grandi problemi – spiega – siamo in grado di poter dare risposte, grazie anche all’intenso lavoro di chi ci ha preceduto. Da questa base partiamo per la realizzazione di un’azione di governo originale, innovativa, fatta di impegno e capacità che vogliamo condividere con la comunità ozierese». Chi come Marco Peralta, criticando pesantemente gli ultimi 20 anni di governo cittadino. «Ripartiamo – spiega l’avvocato – dall’assistenza e accoglienza sanitaria, con creazione di centri specializzati sia con Ssn che con commistione tra finanziamenti pubblici e privati. E poi agricoltura, facendo della fiera di San Nicola la vetrina permanente delle nostre eccellenze. E centro storico, con un programma di ristrutturazione degli immobili che favorisca il suo ripopolamento. O come Adriana Sotgia che intende imprimere una svolta per far riconquistare a Ozieri «un ruolo di guida», intervenendo su decoro urbano, urbanistica viabilità, la valorizzazione del polo fieristico, imprese, rafforzamento delle politiche sociali la difesa e il rafforzamento della sanità locale, tavoli di lavoro per l’agricoltura, il potenziamento dell’offerta culturale e sportiva. (ha collaborato Barbara Mastino)
Sono parole di Marco Murgia, uno dei tre candidati a succedere a Leonardo Ladu, dominus per dieci anni della coalizione di centro sinistra che ha governato la cittadina di 11mila abitanti capoluogo del Monte Acuto. A sostenerlo la lista “Comune Obiettivo”, attorno cui si è aggregata una coalizione di centro sinistra-sovranista, con il “raddoppio” del PdS di Paolo Maninchedda, ieri in città per tirare la volata all’uscente Gigi Sarobba e al giovane Davide Giordano.
A cercare di rendergli la vita difficile la civica espressione del movimento Prospettive, con l’avvocato civilista Marco Peralta che tra i partiti ufficiali mette in bacheca solo l’edorsement dei “ribelli” della Base di Efisio Arbau e Gaetano Ledda, andando però a pescare in un eterogeneo pantheon che vanta ex An, simpatizzanti grillini (l’M5S non ha presentato nessuna lista e non appoggia, come da prassi, nessuno) fuoriusciti dal centrosinistra e tanta gente comune, e si è saldato attorno alla stesura di un programma dettagliatissimo e a una critica pesante nei confronti degli ultimi 20 anni di governo.
Poi centrodestra “ufficiale” di Adriana Sotgia, con Progetto Ozieri, nato sull’onda del sogno primarie del movimento “LaboratoriOzieri” che, dopo vari tentativi di allargamento della coalizione e il colpo di teatro del passo indietro dalla competizione dell’artigiano ed ex sindaco Antonio Fantasia, ha deciso di scommettere sull’agronoma e responsabile di Laore per dare continuità alla forte tradizione “d’area” cittadina, con il centrodestra che ha governato in due delle ultime quattro legislature.
Tutti contro tutti. Un “tutti contro tutti” in realtà difficile da schematizzare, con i tre schieramenti che si presentano come nuovi ma hanno tutti in pancia pezzi importanti di una comunità di radicata storia politica, solcata da dissidi profondi spesso sfociati in rotture molto personali. Comunità messa sotto pressione da un arretramento di Stato e Regione evidente, reso plastico dalla chiusura in questi giorni della sede della Polizia Stradale, da un piano di ridimensionamento dell’ospedale ancora in corso, da una serie di servizi costantemente nel mirino come Carabinieri e Agenzia delle entrate, Abbanoa, Inps, giudice di pace.
La bella addormentata. Una bella addormentata che ha iniziato il suo declino dopo la divisione drastica tra le due Province di Sassari e della Gallura, che ha di fatto allontanato dall’orbita della ex Comunità Montana del Monte Acuto Comuni come Buddusò, Alà dei Sardi, Berchidda, Monti, solo per citarne alcuni. E che sul ritorno al ruolo di punto di riferimento della regione che da Sassari arriva fino ai confino di Olbia e Tempio gioca gran parte del suo futuro.
Programmi. Su questo si esercitano i tre programmi dei candidati. Chi, come Murgia, partendo da una continuità con il recente passato, pur ammettendo «che per nuove sfide occorrono forze nuove, fresche e motivate». «Per alcuni grandi problemi – spiega – siamo in grado di poter dare risposte, grazie anche all’intenso lavoro di chi ci ha preceduto. Da questa base partiamo per la realizzazione di un’azione di governo originale, innovativa, fatta di impegno e capacità che vogliamo condividere con la comunità ozierese». Chi come Marco Peralta, criticando pesantemente gli ultimi 20 anni di governo cittadino. «Ripartiamo – spiega l’avvocato – dall’assistenza e accoglienza sanitaria, con creazione di centri specializzati sia con Ssn che con commistione tra finanziamenti pubblici e privati. E poi agricoltura, facendo della fiera di San Nicola la vetrina permanente delle nostre eccellenze. E centro storico, con un programma di ristrutturazione degli immobili che favorisca il suo ripopolamento. O come Adriana Sotgia che intende imprimere una svolta per far riconquistare a Ozieri «un ruolo di guida», intervenendo su decoro urbano, urbanistica viabilità, la valorizzazione del polo fieristico, imprese, rafforzamento delle politiche sociali la difesa e il rafforzamento della sanità locale, tavoli di lavoro per l’agricoltura, il potenziamento dell’offerta culturale e sportiva. (ha collaborato Barbara Mastino)
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