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DA Martedì in Consiglio regionale 

Ospedali, la rete delle polemiche 

Ospedali, la rete delle polemiche 

Il declassamento di Nuoro crea malumori nel centrosinistra

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CAGLIARI. Il caso Nuoro, che non avrà come Cagliari e Sassari un ospedale di riferimento regionale, potrebbe essere il primo scoglio da superare per la maggioranza, che da martedì comincerà a discutere in commissione su come saranno ridistribuiti i posti letto. Se i Rossomori, che della coalizione non fanno più parte da mesi, hanno subito alzato il tiro della polemica, presto potrebbero fare altrettanto alcuni consiglieri del centrosinistra eletti nel Nuorese. Per calmare gli animi basterà scrivere, come annunciato dall’assessore alla sanità Luigi Arru, che il San Francesco sarà un ospedale di primo livello rinforzato? È possibile, ma non è detto. Pochi giorni fa Emilio Usula dei Rossomori ha votato contro le linee guida – sono le tracce che le Aziende sanitarie dovranno seguire per risparmiare – e il suo no l’ha motivato proprio con il caso Nuoro: «Agli annunci, non crediamo più». La giunta, com’è scritto nella bozza della nuova rete ospedaliera, ha ribattuto così: «Tutti i servizi d’emergenza-urgenza saranno assicurati, la rianimazione anche e lo stesso sarà per le patologie complesse come quelle cardiovascolari e l’ictus». Da martedì, in commissione sanità , comincerà il confronto sulla riorganizzazione della rete, con l’impegno – è uno dei punti dell’accordo siglato nell’ultimo vertice di maggioranza – che la mappa dovrà essere approvata entro luglio. Ma è chiaro che il centrosinistra dovrà fare i conti anche con le contestazioni interne e l’annunciata dura opposizione del centrodestra. Nel conto dovrà essere anche messa la presa di posizione del deputato Roberto Capelli, Campo progressista, sempre molto critico con la giunta, che ha detto: «È una riforma nata male e che finirà peggio, perché proposta da persone sbagliate cieche nel seguire ragionieristiche tabelle ministeriali molto lontane dalle reali esigenze della Sardegna».

Due via libera. Dopo aver approvato, con alcune raccomandazioni, le linee guide per le Aziende sanitarie, la commissione ha dato parere favorevole sui piani integrati d’assistenza nei Comuni, i Plus, e i requisti base per l’apertura dei centri per la procreazione assistita o fecondazione artificiale. Per i Plus la maggioranza ha votato compatta a favore, s’è astenuto Angelo Carta, Psd’Az, contrari i tre consiglieri del centrodestra. Poco prima l’assessore Arru aveva detto: «Il finanziamento è di 20 milioni e con la nuova programmazione triennale sarà più facile per i territori organizzare un’assistenza sempre più vicina alle esigenze dei cittadini in tutti i territori». Infine, stavolta all’unanimità, la commissione ha approvato i requisiti tecnico-scientifici che dovranno aver i tre centri di riferimento per la fecondazione assistita: a Cagliari il Brotzu e l’Azienda universitaria, a Sassari l’ Azienda mista.

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