«Sviluppo rurale, spesi 208 milioni»
I dati dal gennaio 2016. L’assessore Caria: erogazioni veloci, critiche ingiuste
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SASSARI. «La Sardegna è fra le regioni più veloci nella spesa del nuovo Piano di sviluppo rurale, i finanziamenti dell’Unione Europea per l’agricoltura. Da gennaio 2016 a oggi sono stati infatti erogati 208 milioni, e dal primo gennaio 2017 a oggi 88 milioni. Meglio di noi hanno fatto solo il Veneto e le province di Trento e Bolzano. Certo ci sono delle criticità, e tutto si può migliorare. Ma spesso le critiche sono davvero ingenerose». Così l’assessore regionale all’Agricoltura Pierluigi Caria, che ieri ha incontrato a Sassari i rappresentanti dell'Ordine dei dottori agronomi e forestali della provincia, per fare il punto sullo stato dell’arte del settore a quasi 100 giorni dal suo insediamento. Un incontro lungo, durante il quale Caria ha fornito risposte molto dettagliate su vari temi che riguardano il settore agricoltura.
Lungo il focus sui Piani di sviluppo rurale, ispirato anche da una lettera aperta consegnata all’assessore e formata da oltre 150 agronomi di tutta la Sardegna, nella quale si lamentava che dal 2014, inizio della programmazione Psr, molti sono stati i problemi. «Delle varie misure di investimenti formalmente attivate dai pochi bandi di gara perigliosamente aperti – hanno attaccato i firmatari del documento – cui le imprese hanno risposto entusiasticamente prevedendo investimenti per attività vecchie e nuove, a distanza di 3 anni e mezzo non è stato speso un solo centesimo delle somme stanziate per le misure strutturali, i bandi relativi alle misure forestali non sono stati formulati e tanto meno pubblicati, i bandi previsti per gli investimenti nelle aziende agricole, formulati in maniera farraginosa e ambigua, sono chiusi da cinque mesi e non esiste nemmeno un protocollo di istruttoria definitiva».
«Il nostro obiettivo – ha replicato Caria – è puntare su produzioni, potrebbero essere 10 o 15, che tengano conto delle potenzialità dei territori e consentano a chi investe nella terra di avere una giusta remunerazione. Tutto questo senza trascurare le tante emergenze che continuano a colpire il mondo delle campagne», per poi confermare che l’agenzia regionale Argea diventerà entro il 2018 l’ente pagatore dei contributi europei senza più la strozzatura di Agea, l’agenzia nazionale. «Detto questo i bandi per le misure più importanti, la 4.1, la 4.2 e la 6.1 sono stati pubblicati. I fondi a disposizione sono tanti e stiamo valutando la possibilità di intervenire con un secondo bando. Per la Regione l’agricoltura è uno dei pilastri fondamentali della nostra economia, e abbiamo tutto l’interesse, anche col vostro aiuto, a farla marciare a pieno regime».
Lungo il focus sui Piani di sviluppo rurale, ispirato anche da una lettera aperta consegnata all’assessore e formata da oltre 150 agronomi di tutta la Sardegna, nella quale si lamentava che dal 2014, inizio della programmazione Psr, molti sono stati i problemi. «Delle varie misure di investimenti formalmente attivate dai pochi bandi di gara perigliosamente aperti – hanno attaccato i firmatari del documento – cui le imprese hanno risposto entusiasticamente prevedendo investimenti per attività vecchie e nuove, a distanza di 3 anni e mezzo non è stato speso un solo centesimo delle somme stanziate per le misure strutturali, i bandi relativi alle misure forestali non sono stati formulati e tanto meno pubblicati, i bandi previsti per gli investimenti nelle aziende agricole, formulati in maniera farraginosa e ambigua, sono chiusi da cinque mesi e non esiste nemmeno un protocollo di istruttoria definitiva».
«Il nostro obiettivo – ha replicato Caria – è puntare su produzioni, potrebbero essere 10 o 15, che tengano conto delle potenzialità dei territori e consentano a chi investe nella terra di avere una giusta remunerazione. Tutto questo senza trascurare le tante emergenze che continuano a colpire il mondo delle campagne», per poi confermare che l’agenzia regionale Argea diventerà entro il 2018 l’ente pagatore dei contributi europei senza più la strozzatura di Agea, l’agenzia nazionale. «Detto questo i bandi per le misure più importanti, la 4.1, la 4.2 e la 6.1 sono stati pubblicati. I fondi a disposizione sono tanti e stiamo valutando la possibilità di intervenire con un secondo bando. Per la Regione l’agricoltura è uno dei pilastri fondamentali della nostra economia, e abbiamo tutto l’interesse, anche col vostro aiuto, a farla marciare a pieno regime».
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