«Insularità, la giunta pressi il governo»
Campo progressista invita la Regione a velocizzare le pratiche per ottenere il riconoscimento dall’Ue
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CAGLIARI. Lo stato d’insularità è un diritto che l’Europa deve riconoscere in fretta alla Sardegna e «Pigliaru ha il dovere di presentare un dossier a Palazzo Chigi, perché sia poi il governo italiano a chiedere a Bruxelles che quel diritto non ci sia più negato». E se il governatore non dovesse farlo? «Commetterebbe un grave errore e, a quel punto, faremo di tutto per mandarlo a casa». Luciano Uras, che insieme ai consiglieri regionali Anna Maria Busia e Francesco Agus, ha aperto un’azione di pressing sulla giunta:. «Per noi – ha detto – è uno status fondamentale e dovrà essere molto simile a quello che hanno già altre nove regioni ultraperifiche in Europa: dalle Canarie alla Guyana francese, dalla Martinica alle Azzorre». Secondo il senatore gran parte del lavoro preliminare per arrivare alla presentazione del dossier è stato già fatto. «Due anni fa – ha ricordato Uras – Camera e Senato hanno votato all’unanimità una mozione, firmata da me e dal deputato Roberto Capelli, che impegna il governo a sostenere le richieste della Sardegna. Poi, in un articolo della Finanziaria regionale di quest’anno, c’è scritto che la Regione dovrà predisporre – testuale – un “documento esplicativo” a sostegno dello stato d’insulatità. Infine, in questi giorni, nella manovra contabile nazionale di assestamento del bilancio, al Senato e sempre all’unanimità, abbiamo votato un ordine del giorno che impegna il governo a chiedere ufficialmente a Bruxelles lo status d’insularità per la Sardegna». Per Uras, a questo punto, Pigliaru dovrebbe «costituire un comitato di esperti, in cui sono coinvolte tutte le forze sociali, per preparare il dossier da presentare prima al Consiglio regionale, dovrà approvarlo, poi al Consiglio dei ministri, dovrà sostenerlo, e da consegnare infine a Bruxelles. Pigliaru però deve fare in fretta, il dossier dovrà essere pronto entro settembre». «Le premesse ci sono tutte e tutte positive», ha sottolineato Agus e per questo «entro l’anno dobbiamo essere pronti a trattare con Bruxelles». I benefici per la Sardegna sarebbero diversi: a cominciare – ha detto l’avvocata Margherita Zuddu – da un diverso regime sugli aiuti di stato. «Le regioni ultraperiferiche devono rispettare molti meno vincoli europei quando finanziano i progetti con i fondi dell’Unione». Hanno una sorta di salvacondotto per i trasporti, l’energia e le telecomunicazioni. «Tutti settori – ha ribadito Anna Maria Busia – in cui la Sardegna è indietro e proprio grazie ai finanziamenti avrebbe invece la possibilità di ritornare a essere alla pari con gli altri territori e per la prima volta essere anche davvero competitiva. Ma finora tutto questo non c’è stato permesso».
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