Stop alle risorse, allarme Province
Dalla manovrina del governo arriveranno solo 30 milioni, e sono soldi virtuali
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CAGLIARI. Il governo Gentiloni non ha perso il vizio: ha trasferito m milioni su milioni a tutte le Province d’Italia, non a quelle sarde. Ancora una volta, nella manovrina d’inizio estate, Sassari, Oristano, Nuoro e Sud Sardegna hanno avuto gli spiccioli: 30 milioni che poi non sarebbero neanche soldi veri, ma solo spazi finanziari. In sostanza dovranno arrangiarsi con quel poco che hanno. I quattro commissari hanno lanciato l’allarme in Consiglio regionale: «Se non arrivano almeno 30 milioni veri, difficilmente riusciremo a chiudere i bilanci. Figuriamoci a fare tutto il resto». Perché poi mancherebbero almeno altri 100 milioni per stipendi, strade, campagne antinsetti e tutto il resto che è stato riscaricato sulle spalle delle redivive Province. Il grido d’allarme è stato raccolto subito dalle commissioni bilancio e riforme, con i presidenti Franco Sabatini del Pd e Francesco Agus di Campo progressista: «Non è ammissibile la disparità di trattamento riservata ancora una volta alle Province sarde – hanno scritto – A quelle delle Regioni ordinarie arriveranno in tutto oltre 300 milioni, alle nostre nulla. È intollerabile, non possiamo subire quest’ennesimo affronto». La soluzione per Sabatini può essere una sola: «Lo Stato sostiene di non avere abbastanza soldi, allora sblocchi immediatamente i 680 milioni che anche quest’anno ha congelato con gli accantonamenti per il debito pubblico». La sfida è lanciata e c’è chi dovrà risbattere i pugni sul tavolo del governo. Ma per Forza Italia sarà inutile: «Non ci ascolteranno perché anche in giunta sono divisi e l’assessore agli enti locali Cristiano Erriu non può essere lasciato solo in questa battaglia». Ma è divisa anche la maggioranza: per colpa di troppe assenze, è mancato il numero legale, la commissione bilancio non è riuscita a dare il parere sulla leggina che finanzia con 40 milioni la destagionalizzazione nel turismo. Il voto è stato rinviato di una settimana e di conseguenza il testo non potrà essere votato dal Consiglio regionale. Eppure l’assessora al turismo Barbara Argiolas era stata decisa nel dire: «Dobbiamo fare in fretta, c’è una concorrenza da contrastare». Ma non è stata ascoltata e dovrà ancora aspettare.
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