Litiga per l’eredità contesa e accoltella il cognato
di Valeria Gianoglio
Arrestato operaio comunale, il ferito colpito all’addome è grave in ospedale
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INVIATA A LULA. «Aiutatemi, aiutatemi»: poco dopo le 12.10 due passanti e un automobilista che percorrono via Gramsci, a Lula, vedono un uomo riverso sul marciapiede che grida e tiene la mano premuta sulla pancia mentre un rigagnolo di sangue, dal portone di una casa, comincia a invadere la porzione di strada adiacente. «Aiutatemi», urla l’uomo, con la voce impastata dal dolore. A pochi metri di distanza, lungo lo stesso marciapiede della via che conduce fuori dal paese, anche la guardia medica si mobilita per prestare i primi soccorsi.
Un uomo a terra. E così mentre il ferito, Giuseppe Moreddu, 64 anni, pensionato con un lungo passato come custode alle cave di marmo di Orosei, continua a biascicare le ultime parole che riesce a pronunciare, qualcuno compone il 118 e dice che lì, a Lula, serve subito un’ambulanza perché c’è un uomo a terra, sanguinante, con le viscere che gli stanno uscendo dallo stomaco, e non si sa ancora quanto possa reggere in quelle condizioni. «Forse è stato investito», dice all’inizio qualcuno. «No, è stato accoltellato allo stomaco, sembra che ci sia stato un violento litigio sull’uscio di casa», spiega qualche altro ai soccorritori.
Arrestato il cognato. Qualche decina di minuti dopo, in caserma, finisce un lulese che di mestiere fa l’operaio in un cantiere comunale: si chiama Vito Serra, ha 66 anni, è il cognato di Moreddu, e stando ad alcuni accertamenti è stato lui ad accoltellare il pensionato per alcuni dissidi legati alle proprietà di famiglia. Serra abita nell’appartamento che sta sotto quello di Moreddu: condividono lo stesso ingresso e lo stesso immobile in via Gramsci 103.
Il ferito in ospedale. Ma intanto, quando le indagini non sono ancora cominciate, i primi ad arrivare sulla scena del reato sono i volontari che si occupano del soccorso di Lula: caricano Giuseppe Moreddu nel loro mezzo e chiedono l’immediato intervento dei colleghi di un’ambulanza medicalizzata che nel frattempo si mette in moto da Siniscola. Poi l’ambulanza prende la direzione del capoluogo barbaricino. Di lì a poco il pensionato finisce in sala operatoria: i medici lo sottopongono a un lungo intervento ma il responso degli esperti, nella tarda serata di ieri, non ha sciolto la prognosi. Per ora, dunque, le condizioni di Moreddu restano critiche e rimane sotto stretta osservazione.
Le indagini. Mentre i medici e il personale sanitario all’ospedale di Nuoro si danno da fare per salvare la vita del pensionato ferito, a Lula, già dai primi istanti dopo la scoperta dell’accoltellamento, entrano in azione i carabinieri. I primi a intervenire sono i militari della compagnia di Bitti e della stazione di Lula, con il capitano Davide Di Gennaro, mentre da Nuoro arrivano il comandante del nucleo operativo del comando provinciale, Luigi e Mereu, e il capitano Gianluca Graziani. Una folta squadra di investigatori, dunque, che per alcune ore insieme al Reparto di investigazioni scientifiche controlla palmo a palmo il luogo dell’accoltellamento. L’aggressione avviene intorno alle 12.10, sull’uscio della casa dalla facciata gialla dove Giuseppe Moreddu vive insieme alla moglie, ieri impegnata al lavoro in un cantiere forestale, e a un’anziana zia di quest’ultima. Il suo aggressore viene individuato dai carabinieri pochi minuti dopo la scoperta del fatto, e arrestato nel corso della serata con l’accusa di tentato omicidio. Si chiama Vito Serra, ha 66 anni, fa l’operaio in un cantiere del Comune, e in passato era finito nei guai con la giustizia: nel 2001 era stato arrestato a Venezia con l’accusa di tentato omicidio, ma poi era stato assolto perché la sua reazione era stata considerata legittima difesa.
La lite e le coltellate. Alcuni testimoni lo hanno sentito mentre litigava con Moreddu. Stando alla ricostruzione fatta dagli investigatori, è stato Moreddu a recarsi nell’appartamento del cognato, che abita proprio sotto il suo alloggio, per discutere di alcune proprietà e di una divisione di beni. Pare che Moreddu fosse ubriaco. Certo è che tra lui e Serra volano parole grosse, e al culmine del litigio, Moreddu viene accoltellato all’addome. Una ferita così profonda che gli causa la fuoriuscita di una parte dell’intestino. Una scena raccapricciante. Poi Serra fugge, mentre Moreddu, sanguinante, si trascina sul marciapiede. «Pensavamo fosse stato investito», hanno commentato i primi passanti che lo hanno soccorso. Le indagini dovranno stabilire se Serra abbia o meno agito per legittima difesa: era stato lui a ricevere la visita del cognato, che, alterato dall’alcol, lo ingiuriava.
Un uomo a terra. E così mentre il ferito, Giuseppe Moreddu, 64 anni, pensionato con un lungo passato come custode alle cave di marmo di Orosei, continua a biascicare le ultime parole che riesce a pronunciare, qualcuno compone il 118 e dice che lì, a Lula, serve subito un’ambulanza perché c’è un uomo a terra, sanguinante, con le viscere che gli stanno uscendo dallo stomaco, e non si sa ancora quanto possa reggere in quelle condizioni. «Forse è stato investito», dice all’inizio qualcuno. «No, è stato accoltellato allo stomaco, sembra che ci sia stato un violento litigio sull’uscio di casa», spiega qualche altro ai soccorritori.
Arrestato il cognato. Qualche decina di minuti dopo, in caserma, finisce un lulese che di mestiere fa l’operaio in un cantiere comunale: si chiama Vito Serra, ha 66 anni, è il cognato di Moreddu, e stando ad alcuni accertamenti è stato lui ad accoltellare il pensionato per alcuni dissidi legati alle proprietà di famiglia. Serra abita nell’appartamento che sta sotto quello di Moreddu: condividono lo stesso ingresso e lo stesso immobile in via Gramsci 103.
Il ferito in ospedale. Ma intanto, quando le indagini non sono ancora cominciate, i primi ad arrivare sulla scena del reato sono i volontari che si occupano del soccorso di Lula: caricano Giuseppe Moreddu nel loro mezzo e chiedono l’immediato intervento dei colleghi di un’ambulanza medicalizzata che nel frattempo si mette in moto da Siniscola. Poi l’ambulanza prende la direzione del capoluogo barbaricino. Di lì a poco il pensionato finisce in sala operatoria: i medici lo sottopongono a un lungo intervento ma il responso degli esperti, nella tarda serata di ieri, non ha sciolto la prognosi. Per ora, dunque, le condizioni di Moreddu restano critiche e rimane sotto stretta osservazione.
Le indagini. Mentre i medici e il personale sanitario all’ospedale di Nuoro si danno da fare per salvare la vita del pensionato ferito, a Lula, già dai primi istanti dopo la scoperta dell’accoltellamento, entrano in azione i carabinieri. I primi a intervenire sono i militari della compagnia di Bitti e della stazione di Lula, con il capitano Davide Di Gennaro, mentre da Nuoro arrivano il comandante del nucleo operativo del comando provinciale, Luigi e Mereu, e il capitano Gianluca Graziani. Una folta squadra di investigatori, dunque, che per alcune ore insieme al Reparto di investigazioni scientifiche controlla palmo a palmo il luogo dell’accoltellamento. L’aggressione avviene intorno alle 12.10, sull’uscio della casa dalla facciata gialla dove Giuseppe Moreddu vive insieme alla moglie, ieri impegnata al lavoro in un cantiere forestale, e a un’anziana zia di quest’ultima. Il suo aggressore viene individuato dai carabinieri pochi minuti dopo la scoperta del fatto, e arrestato nel corso della serata con l’accusa di tentato omicidio. Si chiama Vito Serra, ha 66 anni, fa l’operaio in un cantiere del Comune, e in passato era finito nei guai con la giustizia: nel 2001 era stato arrestato a Venezia con l’accusa di tentato omicidio, ma poi era stato assolto perché la sua reazione era stata considerata legittima difesa.
La lite e le coltellate. Alcuni testimoni lo hanno sentito mentre litigava con Moreddu. Stando alla ricostruzione fatta dagli investigatori, è stato Moreddu a recarsi nell’appartamento del cognato, che abita proprio sotto il suo alloggio, per discutere di alcune proprietà e di una divisione di beni. Pare che Moreddu fosse ubriaco. Certo è che tra lui e Serra volano parole grosse, e al culmine del litigio, Moreddu viene accoltellato all’addome. Una ferita così profonda che gli causa la fuoriuscita di una parte dell’intestino. Una scena raccapricciante. Poi Serra fugge, mentre Moreddu, sanguinante, si trascina sul marciapiede. «Pensavamo fosse stato investito», hanno commentato i primi passanti che lo hanno soccorso. Le indagini dovranno stabilire se Serra abbia o meno agito per legittima difesa: era stato lui a ricevere la visita del cognato, che, alterato dall’alcol, lo ingiuriava.
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