Dalla Regione 1,5 milioni per le piccole attività
Argiolas: «Mantengono vive le città, uno strumento contro lo spopolamento» Per il loro rilancio previsti un elenco regionale e regole di accesso più snelle
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CAGLIARI. La Regione scommette sui Centri commerciali naturali. Per il loro rilancio l’assessore al Turismo e commercio, Barbara Argiolas ha voluto stanziare un milione e mezzo di euro: gli obiettivi sono la costituzione di un elenco regionale sempre aggiornato e regole di accesso e procedure per la richiesta di contributi più semplici.
Ruolo sociale. «Le piccole attività commerciali, artigianali e di servizi – afferma Barbara Argiolas – hanno un ruolo di presidio delle comunità: mantengono vivi i nostri centri urbani e sono un importante strumento di lotta allo spopolamento e al degrado, soprattutto nei centri storici e nei paesi a rischio desertificazione. Con le delibere vogliamo rafforzare la costruzione di queste reti in modo che, oltre al ruolo sociale, possano affermarsi come leve per lo sviluppo territoriale».
Elenco e semplificazione. La prima delle due delibere prevede l’istituzione di un nuovo elenco regionale dei Centri commerciali naturali, caratterizzato dalla semplificazione delle regole di accesso (sarà sufficiente autocertificare la documentazione da inviare a corredo della domanda), dalla cancellazione di quelli inattivi per un congruo lasso di tempo e dall’aggiornamento continuo delle informazioni. «In questo modo – spiega Argiolas – la Regione avrà sempre il polso della situazione a livello locale e potrà individuare interlocutori stabili e qualificati in grado di dialogare e collaborare nella definizione e attuazione delle politiche di settore».
Contributi. La legge regionale n.6 del 13 aprile 2017 ha stanziato 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019 a favore dei Centri dei Comuni sardi. «Per rilanciare subito le loro attività abbiamo deciso di destinare subito 1,5 milioni dal 1 luglio 2017 fino al 30 giugno 2018».
Aggregazione e marketing. Tra le categorie di spesa ammissibili le azioni di direct marketing e fidelizzazione (che diventano obbligatorie), le manifestazioni e iniziative di animazione, le azioni di pubblicità e comunicazione. I contributi sono concessi fino al 70% delle spese ritenute ammissibili e il tetto massimo è fissato a 40 mila euro. Per dare continuità al sostegno pubblico, inoltre, verrà attivato uno strumento a sportello che favorirà la presentazione di progetti nell’arco di 12 mesi.
Ruolo sociale. «Le piccole attività commerciali, artigianali e di servizi – afferma Barbara Argiolas – hanno un ruolo di presidio delle comunità: mantengono vivi i nostri centri urbani e sono un importante strumento di lotta allo spopolamento e al degrado, soprattutto nei centri storici e nei paesi a rischio desertificazione. Con le delibere vogliamo rafforzare la costruzione di queste reti in modo che, oltre al ruolo sociale, possano affermarsi come leve per lo sviluppo territoriale».
Elenco e semplificazione. La prima delle due delibere prevede l’istituzione di un nuovo elenco regionale dei Centri commerciali naturali, caratterizzato dalla semplificazione delle regole di accesso (sarà sufficiente autocertificare la documentazione da inviare a corredo della domanda), dalla cancellazione di quelli inattivi per un congruo lasso di tempo e dall’aggiornamento continuo delle informazioni. «In questo modo – spiega Argiolas – la Regione avrà sempre il polso della situazione a livello locale e potrà individuare interlocutori stabili e qualificati in grado di dialogare e collaborare nella definizione e attuazione delle politiche di settore».
Contributi. La legge regionale n.6 del 13 aprile 2017 ha stanziato 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019 a favore dei Centri dei Comuni sardi. «Per rilanciare subito le loro attività abbiamo deciso di destinare subito 1,5 milioni dal 1 luglio 2017 fino al 30 giugno 2018».
Aggregazione e marketing. Tra le categorie di spesa ammissibili le azioni di direct marketing e fidelizzazione (che diventano obbligatorie), le manifestazioni e iniziative di animazione, le azioni di pubblicità e comunicazione. I contributi sono concessi fino al 70% delle spese ritenute ammissibili e il tetto massimo è fissato a 40 mila euro. Per dare continuità al sostegno pubblico, inoltre, verrà attivato uno strumento a sportello che favorirà la presentazione di progetti nell’arco di 12 mesi.
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