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Regione: lavori in casa  a burocrazia zero 

Regione: lavori in casa  a burocrazia zero 

L’assessore Erriu spiega lo spirito e le novità della legge sulle manutenzioni  Stop ai permessi. Non si dovrà più informare il Comune per molti tipi d’intervento

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CAGLIARI. Senza più perderci il sonno, senza più aspettare per chissà quanti mesi i lasciapassare del Comune, senza più cadere nelle trappole della burocrazia o risucchiati dagli ingorghi delle interpretazioni: la nuova edilizia sarà molto più snella di quella che finora è stata per i cittadini, una tortura. A giurarlo è stato l’assessore all’urbanistica Cristiano Erriu: «L’abbiamo semplificata e umanizzata». Lo ha detto a due giorni dall’approvazione, in Consiglio regionale, della leggina di manutenzione su costruzioni, permessi e dintorni. Che poi tanto leggina non è visto che ha disboscato un bel po’ di norme, alcune del 1985, accorpato altre e messo in chiaro quanto potrà essere fatto in «piena libertà» nei prossimi mesi .

Edilizia. Ad esempio il cittadino non dovrà più far sapere al Comune che vuole costruire una recinzione e cambiare le mattonelle in casa: può farlo e basta. Mentre dovrà segnalare – però i lavori potranno comunque cominciare subito – l’installazione di casette mobili o pontili provvisori galleggianti. Poi la legge entra soprattutto nel vivo della quotidianità. In caso di restauro, risanamento, manutenzione straordinaria delle abitazioni purché non interessino la struttura portante – così come per gli ascensori esterni, l’eliminazione delle barriere architettoniche e la bonifica dell’amianto – per questi lavori sarà sufficiente presentare un’autocertificazione negli uffici edilizia privata del Comune, con allegata la relazione di un tecnico. Sarà questo l’unico impiccio previsto, l’hanno chiamato Cila, e comunque non bisognerà aspettare la risposta-assenso: il cantiere potrà essere aperto dopo poche ore. È appena più complicato – però il tempo d’attesa sarà sempre di “zero ore” – l’iter per la manutenzione straordinaria delle strutture portanti e delle ristrutturazioni edilizie che «non incidono sulla sagoma dell’edificio». Lo stesso varrà per il completamento di quei lavori sospesi ma autorizzati a suo tempo e infine il montaggio di manufatti leggeri come depositi e magazzini. In questo caso sarà necessaria solo la Segnalazione certificata di inizio attività, o Scia, che dovrà essere consegnata in Comune insieme a una relazione tecnica più dettagliata – i lavori sono importanti – di quella prevista per la Cila. C’è qualcosa di nuovo anche per le case agricole: i cantieri sospesi nel 2015 perché «la costruzione era prevista su un ettaro e non sui tre obbligatori da quell’anno in poi» potranno essere completati, ma l’autorizzazione dovrà essere richiesta entro il 2020. C’è anche un capitolo che affronta la lotta allo spopolamento: i Comuni che rischiano la desertificazione saranno autorizzati a ridurre gli oneri di concessione imposti dalla legge Bucalossi. Ovviamente quanto previsto in questa parte della leggina va bene se qualunque intervento non contrasta con il Ppr.

Urbanistica. In questo caso la semplificazione riguarda le varianti: le autorizzazioni non dovranno essere più richieste di volta in volta, ma solo alla fine e non sarà necessario neanche il parere del Comitato tecnico regionale per l’urbanistica. Un’altra novità è questa: oltre ai litorali urbani, come lo è il Poetto Cagliari-Quartu, ci saranno quelli metropolitani ed è il caso di Platamona fra Sassari- Sorso. In altre parole anche in questi sarà facile la richiesta per le installazioni stagionali che potranno rimanere aperte anche più a lungo.

Usi civici. La leggina mette fine alle polemiche sul futuro delle terre pubbliche. I Comuni potranno abrogarli solo se lo status sarà trasferito tale e quale ad altri terreni e comunque sarà sempre necessario il concerto con il ministero per i beni ambientali. Per farla ancora più semplice: i Comuni non potranno decidere da soli.

Commenti e polemiche. L’assessore Erriu ha detto: «Sono molto soddisfatto di questa legge. Era attesa dai cittadini e dai professionisti: servirà a cancellare tutte le zone grigie che ci sono state finora». L’ha detto forse anche per rispondere a freddo a chi, come Renato Soru, aveva detto: «Non perdiamo tempo con le leggine, pensiamo all’urbanistica vera e propria». Legge che comunque entrerà in commissione prima della pausa estiva. Invece – ha aggiunto Erriu – «il Consiglio è stato responsabile e ha approvato la leggina in un giorno». Peccato però che alla presentazione ufficiale l’assessorato si sia dimenticato d’invitare il vicepresidente della commissione urbanistica e lui, Antonio Solinas del Pd, c’è rimasto male.

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