La Nuova Sardegna

Pietro ucciso 2 giorni prima che venisse dato l’allarme 

di Stefania Vatieri
Pietro ucciso 2 giorni prima che venisse dato l’allarme 

L’indiscrezione arrivata con l’autopsia è confermata dalle telecamere Hasna Begum è stata ripresa più volte entrare e uscire dall’appartamento

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NUORO. Continuano a filtrare particolari sul delitto del giovane nuorese a Londra, nonostante il riserbo degli inquirenti inglesi che si limitano a riferire i dati essenziali del caso in sporadici comunicati stampa. Gli investigatori avrebbero appurato che Pietro Sanna è morto alcuni giorni prima del ritrovamento. Sanna è stato ucciso a coltellate nella sua abitazione di Londra a Canning Town, periferia ovest della città. I fendenti potrebbero essere oltre 30. È quanto si è appreso da Nuoro sulla scorta degli esiti dell'autopsia. Il giovane, che da due anni viveva nella City e lavorava nei grandi magazzini, è stato trovato lunedì mattina, 26 giugno, riverso in una pozza di sangue dal fratello Giomaria, anche lui da anni a Londra, allertato da una telefonata di Hasna Begum, la 25enne di origine bengalese arrestata il giorno dopo la scoperta del cadavere e ora accusato del delitto. Gli uomini di Scotland Yard, pur non escludendo nessuna pista, si stanno concentrando sul movente passionale: la ragazza potrebbe aver aggredito Pietro al culmine di una violenta discussione perché non accettava la fine del rapporto. Emerge anche un altro particolare. L’ultimo ingresso di Pietro nella chat di Whatsapp risale a giovedì. Molte notizie che arrivano in Italia in queste ore provengono dunque da parenti o amici della famiglia Sanna. I dati certi sulle indagini al momento sono che la 25enne Hasna Begum ha confessato di aver ucciso Pietro Sanna al termine di una lite. Il motivo? Tra i due c’era stata una relazione, alla quale il ragazzo sardo aveva voluto porre fine tempo prima. Ora la ragazza sostiene che c’è stata una lite e che ha colpito Sanna per difendersi. La sua versione dei fatti però non convince affatto gli investigatori. In primo luogo perché sono numerosissimi i colpi inferti al giovane, in particolare alle spalle, a testimonianza di un particolare accanimento sul corpo ormai senza vita di Pietro. Le ferite sarebbero state provocate da un coltellaccio che, sempre secondo quanto trapela dalle indagini, non si sarebbe trovato nell’appartamento di Ravenscroft Close, ma sarebbe stato portato dall’esterno. Da chi? Dalla ragazza, secondo gli investigatori, e questo dimostra la premeditazione del delitto, smontando in partenza la tesi dell’omicidio nato in seguito a un litigio. Altri particolari stanno emergendo dalla registrazioni delle telecamere che si trovano a Canning Town, il quartiere nella zona Est di Londra dove abitava Pietro Sanna. La presenza di Hasna Begun viene segnalata più volte e in particolare la giovane viene ripresa mentre entra ed esce più volte dalla casa del ragazzo, a partire da almeno due giorni prima dell’allarme, scattato alle 11,40 di lunedì 26. In assenza di indiscrezioni sull’autopsia (che non sarà depositata prima di alcuni giorni) questo fa supporre che il delitto sia stato commesso uno o due giorni prima della scoperta del cadavere, dunque anche sabato 24. Il fratello della vittima, Giomaria Sanna, che aveva fatto irruzione nella casa, avrebbe raccontato di aver trovato il corpo freddo, come se la morte risalisse a diverse ore prima. Sembra emergere così la possibilità che la donna possa aver colpito Pietro Sanna nel sonno, o in un momento in cui lui non si attendeva di essere assalito. La ragazza, di origini asiatiche, è descritta come minuta e in una lite difficilmente avrebbe avuto la meglio. Altri elementi, al di là della confessione, che inchiodano Hasna Begum, sono le tracce del cellulare di Pietro: dopo il delitto era scomparso dalla casa, ma era stato localizzato e poi ritrovato in un luogo che la polizia mette in stretta relazione con la donna. A Londra ci sono ancora il padre Piergraziano, la madre Valentina e il fratello della vittima, Giomaria. Non sanno quando il corpo di Pietro sarà restituito loro.

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