La Nuova Sardegna

A Nuoro design, 3d e droni: il FabLab crea nuovi talenti

di Stefania Vatieri
A Nuoro design, 3d e droni: il FabLab crea nuovi talenti

Nel laboratorio si progettano prototipi di ogni tipo: dagli scooter agli edifici. Cicalò, Camera di commercio: «Pronti per una nuova rivoluzione industriale»

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NUORO. Si chiama Make in Nuoro il FabLab che circa un anno fa ha aperto le porte del futuro alle imprese della Sardegna centrale. Un hub, uno spazio dove le aziende del territorio, gli artigiani ma anche i semplici cittadini possono sperimentare e innovare. Dove i makers possono incontrarsi, far crescere e contribuire alla diffusione di progetti legati al design, ai droni, alla stampa 3d, alla medicina e alla realtà aumentata. Una piccola Silicon Valley alla periferia del capoluogo barbaricino che si estende su 300 metri quadrati all'interno del prestigioso Centro di simulazione medica di Nuoro, Simannu, il primo di questo tipo nato in Sardegna e uno dei pochissimi in Italia. Qui attraverso le stampanti 3d, le tagliatrici laser, i software e i robot si possono creare prototipi di ogni tipo, progettare i più disparati oggetti, dal frigorifero, al divano, allo scooter e stampare persino un'intera casa, subito e a basso costo.

A lanciare la sfida quattro anni fa è stata la Camera di Commercio nuorese attraverso un investimento di 500mila euro, con l'obiettivo di alfabetizzare il territorio e in particolare le imprese, sulle nuove tecnologie digitali e i nuovi scenari dell'industria. «L'idea di fondo è quella di prepararci a questa nuova rivoluzione industriale – spiega Agostino Cicalò, presidente della Camera di commercio nuorese –. Il nostro tessuto economico è fatto principalmente di piccola manifattura e l'innovazione tecnologica serve per rendere competitivi i nostri artigiani custodi del know-how, ai quali viene data la possibilità di immettersi nel mercato globale».

La parola d'ordine naturalmente è innovazione, condivisione di competenze, di idee e di spazi. Sono questi infatti gli ingredienti alla base di un’altra realtà sempre più diffusa, che riflette l’evoluzione che ha investito il mondo del lavoro in questi anni: il coworking. «Un altro grande obiettivo è quello di creare uno spazio di lavoro condiviso in grado di aggregare freelancer di vari settori – spiega Alessandro Lutzu, coordinatore relazioni esterne di Make in Nuoro –. A loro non offriamo soltanto un luogo fisico, ma anche una serie di servizi e la possibilità di far crescere il proprio progetto stando costantemente a contatto con altri che operano in settori affini». Un laboratorio di fabbricazione digitale, fablab appunto, dove si può costruire quasi tutto e i sogni diventano realtà, grazie alla sperimentazione e prototipazione, alla programmazione robotica, e dove le imprese del territorio, dal lapideo, al legno, al ferro fino all'agro alimentare, possano trovare una possibile via di fuga dalla mordente crisi.

«Fra vent'anni il 65 per cento dei nostri figli farà un lavoro che ancora non esiste – sottolinea il coordinatore di Make in Nuoro –. L’unico rimedio logico quindi è prepararsi ad adeguarsi, essere malleabili e pronti a cogliere le occasioni che ora possiamo a malapena intravedere. È questo lo scopo delle giornate formative nelle scuole del territorio: offrire gli strumenti e puntare sulla multidisciplinarietà, in modo da stimolare la creatività dei ragazzi, aiutarli a capire in quale direzione vogliono andare, e garantire loro la capacità seguire diversi percorsi».

Infatti accanto al marcato orientamento all’impresa, unico nel suo genere nell'isola, Make in Nuoro conserva anche le caratteristiche dei più tradizionali e piccoli FabLab: la struttura è a disposizione non solo delle imprese ma anche di scuole superiori e laboratori universitari, studenti, professionisti, artigiani, architetti, hobbisti ma anche semplici curiosi. «Siamo aperti a tutti – prosegue Alessandro Lutzu –, dalle grandi realtà che non hanno laboratori di meccanica o elettronica, alle startup interessate a prototipare il proprio prodotto ma impossibilitate a farlo perché in possesso di un computer e poco più –spiega –. Noi mettiamo a disposizione tutte le attrezzature necessarie, dalla produzione di componenti fino al loro assemblaggi». A un anno di attività il FabLab nuorese tira le somme: oltre 130 le imprese che si sono rivolte a Make in Nuoro e circa 450 i giovani studenti che hanno partecipato ai tour d'innovazione messi in campo dalla Camera di commercio nuorese nelle scuole della provincia per affrontare la nuova rivoluzione industriale.

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