«Aeroporti, fare sistema per rilanciare l’isola»
di Gian Mario Sias
Ad Alghero presentato il report del Censis. La priorità: operare in sinergia
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ALGHERO. Da un lato ci sono gli aeroporti del Centro Nord Italia, dove è aumentata progressivamente la quota di traffico internazionale fino a diventare quasi ovunque maggioritaria, dall’altro ci sono gli aeroporti del Mezzogiorno e delle isole, dunque anche quelli sardi, che conservano una funzione di coesione territoriale. È lo spaccato che emerge da “Il sistema aeroportuale italiano, cardine e protagonista dello scenario socio-economico del Paese”, il rapporto redatto da Censis per i cinquant’anni di Assaeroporti, presentato ad Alghero nella sala conferenze dell’aeroporto “Riviera del corallo”. Un quadro che induce Giorgio De Rita, segretario generale del Censis, a un paio di considerazioni che sembrano cucite apposta sulla situazione del modello aeroportuale sardo, ancora tutto da costruire. «In Italia c’è poca propensione a fare sistema, ognuno va per conto proprio», è la prima riflessione proposta da De Rita al parterre economico e istituzionale che lo ascolta. Accanto a lui ci sono Fabrizio Palenzona, presidente di Assaeroporti, Mauro Maia, presidente di Sogeaal, e Mario Peralda, diretto della società di gestione dello scalo del Nord Ovest Sardegna. Poi, sempre per parlare in generale della situazione italiana, ma centrando un’altra delle questioni irrisolte del sistema aeroportuale isolano, De Rita traccia la direzione. «Occorre maggior collegamento con il territorio». Per spiegarsi meglio. «Non credo che basti parlare di turismo o di merci, serve di più, serve un punto di rottura – dice il segretario del Censis – gli aeroporti hanno la possibilità di fare un salto e di dimostrare che anche nel nostro Paese si possono fare infrastrutture». Ma non basta. «C’è bisogno di una capacità di dialogo con il territorio, con gli amministratori locali, con l’Università, le Camere di Commercio, con le imprese – prosegue De Rita – ma questo purtroppo manca, gli aeroporti hanno bisogno di una osmosi con il territorio che in questo Paese è molto difficile». La situazione di partenza, in Sardegna, non è uguale dappertutto. A Olbia ogni tre minuti c’è un atterraggio o un decollo. Una settimana fa si sono registrati 206 movimenti commerciali, un centinaio all’aviazione generale e 25 mila passeggeri in tutto: un altro record abbattuto in un solo giorno. Nei primi sei mesi dell’anno sono transitati al “Costa Smeralda” 800mila passeggeri, con il nuovo primato di giugno, quando i passeggeri stranieri, per la prima volta, sono stati di più degli italiani. Segno che l’allungamento della stagione è sempre più reale, strutturale, e che questa tendenza è alimentata in larga parte da inglesi, tedeschi e francesi. Ma è boom di passeggeri anche a Cagliari, dove nei primi sei mesi del 2017 la crescita del traffico è stata del 12%. Tra arrivi e partenze i passeggeri sono stati oltre 1milione e 700mila, quasi 200mila persone in più rispetto al primo semestre dello scorso anno. E l’avvio della programmazione estiva ha dato importanti segnali di crescita del traffico: tra aprile e maggio il totale viaggiatori è aumentato del 20% e del 17% rispetto a dodici mesi prima. Positivi, nel primo semestre di quest’anno, anche i movimenti degli aeromobili: +8%. Alghero sorride meno, ma dopo il crollo dello scorso anno e i dati disastrosi dei primi tre mesi del 2017, il “Riviera del corallo” prova ad aggrapparsi al più 18,23% di passeggeri di aprile, con un’impennata dei viaggiatori internazionali cresciuti del 21,6%. A sei mesi dalla privatizzazione della Sogeaal e dall’arrivo di F2i in plancia di comando, i vertici della società di gestione sono partiti dal -30,6% in meno di passeggeri rispetto al 2016. Un calo vertiginoso su cui hanno influito le cancellazioni di diversi collegamenti invernali da parte di Ryanair. Dal rapporto Censis emerge che nel 2016 il traffico negli scali italiani ha superato i 164 milioni di passeggeri, con una crescita del 21,8% negli ultimi dieci anni. Secondo le stime illustrare da De Rita, i passeggeri cresceranno dell’89,4% da qui al 2035, anno in cui si raggiungerà quota 311 milioni. La Sardegna sogna un ruolo da protagonista tra gli aeroporti medio-piccoli.
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