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Femminicidio, legge bloccata Capelli: pagina vergognosa
CAGLIARI. I figli delle coppie sposate sì, gli altri no: è questa la discriminazione imposta, al Senato, da Forza Italia, Lega e dai centristi del Gal che di fatto hanno bloccato l’approvazione della...
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CAGLIARI. I figli delle coppie sposate sì, gli altri no: è questa la discriminazione imposta, al Senato, da Forza Italia, Lega e dai centristi del Gal che di fatto hanno bloccato l’approvazione della legge destinata a tutelare gli orfani dei crimini domestici. «È stato un blitz assurdo e sconcertante», ha commentato il senatore Luciano Uras di Campo progressista, che ha subito rivolto un appello al presidente Pietro Grasso. Nella lettera tra l’altro ha scritto: «Una legge di così alta civiltà deve superare i veti sollevati da alcuni partiti e non può rimanere imbrigliata nei tempi tecnici previsti dal regolamento». Per essere ancora più chiari: se non ci fosse stato il blocco organizzato dal centrodestra, che secondo alcuni ha avuto come inaccettabile motivazione una vendetta trasversale consumata per il via libera a Palazzo Madama del codice antimafia, le norme favore dei minori sarebbero state approvate direttamente dalla commissione giustizia del Senato. Invece dopo lo stop imposto da Forza Italia e più – perché una legge sia approvata in commissione devono essere d’accordo tutti i gruppi – il testo dovrà passare per forza all’esame dell’aula. «Quella scritta dai parlamentari della destra – è stato il commento del deputato Roberto Capelli di Campo progressista – è una pagina vergognosa. Tutti insieme, con arroganza, hanno scelto di anteporre il loro furore ideologico alla protezione dei bambini che rimangono orfani dopo un omicidio domestico». Ancora più duro è stato il commento dell’avvocatessa e consigliera regionale Anna Maria Busia di Campo progressista, che dalla Sardegna ha promosso la legge poi approvata a marzo e all’unanimità dalla Camera. «Per Forza Italia, Lega e i centristi del Gal – ha detto – dovrebbero essere tutelati solo gli orfani di femminicidio a patto che il padre omicida, o la madre, sia sposato e non solo convivente. È proprio questo l’abominio che ha portato i senatori del centrodestra a bloccare il voto in commissione». Senza mezzi termini, la consigliera regionale ha aggiunto: «Purtroppo un manipolo di irresponsabili purtroppo ha reso più complicata l’approvazione di una legge che invece doveva avere, com’era stato stabilito, un percorso privilegiato dopo essere stata definita da tutti i partiti un esempio di civiltà giuridica». La violenza di genere – ha scritto Uras in un altro passaggio della lettera inviata al presidente del Senato – è «un tema che ogni giorno va combattuto con provvedimenti urgenti e non possiamo più farci condizionare dalle scelte sconsiderate di alcuni partiti».
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