La Nuova Sardegna

Deiana: «Renzi sconcertante così pregiudica il nostro lavoro» 

di Antonello Palmas
Deiana: «Renzi sconcertante così pregiudica il nostro lavoro» 

Il presidente dell’Anci critica le dichiarazioni del segretario Pd sul tema degli sbarchi «Frasi come “Aiutiamoli a casa loro”, tipicamente salviniane, producono effetti devastanti»

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SASSARI. L’uscita di Renzi sulla questione migranti col segretario Pd in una inedita versione salviniana sui canali social del partito democratico («Aiutiamoli a casa loro» e «Non abbiamo il dovere morale dell'accoglienza: sarebbe un disastro etico, politico e sociale») non è piaciuta a molti e nemmeno a Emiliano Deiana, sindaco di Bortigiadas e presidente dell’Anci regionale, l’associazione dei Comuni sardi. Al netto dei successivi tentativi dell’ex premier di spiegare il suo punto di vista dopo l’ondata polemica suscitata (le frasi in questione sono state subito rimosse), la ritiene infatti un colpo basso nei confronti di chi si sta battendo sul campo per alleviare il problema.

«Le dichiarazioni di Renzi mi hanno lasciato, come dire?, sconcertato – attacca Deiana –, perché sono riferite proprio al lavoro che stiamo facendo, ovvero quello che prevede in Sardegna un ampliamento per quanto possibile dello Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, allestito dal ministero dell’Interno, ndc), della micro accoglienza e del sostegno diffuso. Un modo errato di affrontare la problematica e quelle frasi vanno a detrimento del lavoro che ci vede impegnati».

Per Deiana «il messaggio, che al di là di tutto è tipicamente salviniano anche nella forma, è devastante per chi nelle amministrazioni è impegnato a dar senso ai valori costituzionali del diritto di asilo e si sta impegnando in un lavoro difficilissimo. I populismi – avverte il presidente dei sindaci isolani – si alimentano mettendo i deboli contro i debolissimi, ogni volta che prestiamo il fianco in questo modo indeboliamo il discorso sulla solidarietà umana che ci vede in prima linea. E poi – sottolinea –, chi ha impedito a Renzi di impegnarsi per contribuire a risolvere la situazione in Libia (l’area da cui provengono la maggior parte dei migranti che approdano in Italia, ndc)? Ha governato 1000 giorni, potrebbe assumersi un po’ di responsabilità. Dopo di che, come fa a fare ragionamenti sul numero chiuso , come fa a sapere quanti scappano davvero dalla guerra e porre dei paletti?»

E ancora: «Ne risulta un messaggio contro i valori della costituzione – dice Deiana –, solo populista, che parla agli istinti più bassi delle persone. Peraltro in ritardo nei confronti di chi interpreta meglio quelle posizioni. Mette in difficoltà gli amministratori e coloro che lavorano a livello anche culturale, seguendo la linea che le comunità possono accogliere numeri piccoli nel seguire percorsi umanitari». Circa il rischio che queste iniziative possano provocare malumori in seno a comunità provate dalla crisi, Deiana afferma: «I 500 euro a migrante previsti dal governo sono largamente insufficienti. Mi aspetterei che il Governo e in parte la Regione, per non mettere deboli contro debolissimi, prevedessero dei fondi aggiuntivi per le povertà autoctone nelle comunità accoglienti. Ovvero vantaggi e premialità sulla gestione di attività a favore di soggetti locali, in modo da creare un meccanismo di solidarietà tra deboli e debolissimi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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