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La figlia: «Mio padre stava male ma ci rassicurò: ce la faccio» 

In camera mortuaria il saluto commosso di parenti, amici e compagni del leader indipendentista Oggi alle 17 a Terralba i funerali, possibile la partecipazione dei leader nazionali di Lega e Fdi

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CAGLIARI. Il nipotino lo chiamava “samurai”. Perché nonno Doddore Meloni gli insegnava che nella vita bisogna avere il coraggio delle proprie idee, mai si deve rinunciare a sostenerle. Non importa essere soli e tantomeno diversi, anzi, le differenze, l’unicità, sono valori da difendere. L'ultimo saluto all’indipendentista sardo, che aveva intrapreso uno sciopero della fame e morto in ospedale, è stato fissato per oggi alle 17 a Terralba: sarà la cattedrale di San Pietro a ospitare i funerali.

C’era tempo, ieri, fuori dalla camera mortuaria dell’ospedale cagliaritano Santissima Trinità, per ricordare le molte sfaccettature di un personaggio che tanto ha fatto parlare di sé. La figlia Tiziana, insegnante elementare, non ha più lacrime. Le restano invece tutti dubbi che l’hanno assillata nelle settimane dello sciopero della fame di suo padre. «Hanno sottovalutato il problema – dice –, che papà stesse male era evidente, da un mese non camminava più, era in sedia a rotelle. Per noi era chiaro che questa scelta stava compromettendo il suo stato di salute, purtroppo chi lo ha seguito forse non era dello stesso avviso».

La giovane donna spiega che il padre è stato ripetutamente supplicato dalle figlie e da tutti gli altri familiari di desistere da questa azione di protesta che minava la sua salute. «Mio padre – continua Tiziana – mi rispondeva no, vedrai, ce la faccio, lo sento, stai tranquilla. Era un uomo determinato, direi anche testardo». Quando le hanno comunicato che Doddore Meloni era stato trasportato di nuovo in ospedale, giovedì 6 luglio, lei era all’università a Cagliari dove stava ritirando il certificato del master che aveva concluso. «Mi sono precipitata qui – racconta – ma non mi hanno fatto passare, era piantonato. Allora gli ho scritto un biglietto “Tieni duro papà”, ma so che non glielo hanno mai consegnato». Non parla della decisione di chiedere un’autopsia. Agli amici che l’avvicinano ripete: «Sì, ne siamo convinti, il suo stato di salute si è aggravato e il problema è stato sottovalutato».

Tiziana insegna in una scuola elementare, racconta dei tanti messaggi che continuano ad arrivarle: «Davvero sono rimasta anche sorpresa – spiega – di quante persone lo conoscessero e ne seguissero l’attività e, nelle ultime settimane, anche la vicenda dello sciopero della fame».

Prima dell’autopsia nella camera mortuaria i suoi compagni politici avevano messo le bandiere, ieri non c’erano più. Cosa sarà adesso delle sue idee, del suo predicare l’indipendentismo? Tiziana: «È presto, in questo momento siamo tutti confusi e stanchi, è un momento difficile, però – quasi ci pensa un attimo – certo non vorrei che alcune cose che ha trasferito a noi figlie andassero perdute. Il rispetto, la forza di sostenere le proprie convinzioni, la necessità di pensare con la propria testa. E devo dire che mi piacerebbe che un giorno la sua figura venisse studiata nei libri di storia, che mio figlio potesse leggere di lui a scuola».

Per il funerale si è parlato anche della presenza del segretario della Lega Matteo Salvini e della leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni. Anche l’eurodeputato Mario Borghezio aveva annunciato la volontà di essere presente, ma ancora ieri sera non c’era la certezza che avesse trovato posto in aereo.

A parte la cerimonia funebre, per salutare Doddore Meloni non è stata organizzata alcuna manifestazione ma non è escluso che gli indipendentisti possano decidere di fare sentire la loro presenza: ieri alcuni compagni avevano espresso il desiderio di partecipare al funerale. (a.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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