Maninchedda, avvertimento a Pigliaru
L’ex assessore al governatore: «Non coprite il disavanzo della sanità con i soldi della Sassari Olbia»
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CAGLIARI. Paolo Maninchedda, presidente del Partito dei sardi, con i suoi ex colleghi della giunta Pigliaru – le sue dimissioni risalgono a fine maggio – è sempre più critico. Fino a tal punto da lanciare un messaggio schietto: «Per favore, non fate fesserie». La fesserie – secondo quanto scritto da Maninchedda sul blog Sardegna e libertà – sarebbe quella di «coprire parte del disavanzo della sanità con le economie, leggi risparmi sulla base d’asta, delle gare già assegnate per realizzare la Sassari-Olbia. Sarebbe proprio questo collegamento finanziario fra lavori pubblici e sanità a mettere in allarme il presidente del Pds. La sua ricostruzione è questa: «Fra pochi giorni – scrive – la giunta dovrebbe varare una manovrina di assestamento del bilancio 2017 e per forza allo stesso tempo dovrà trovare il denaro con cui coprire parte del disavanzo finanziario sanitario. Disavanzo che, se ho fatto bene i conti, sommando quello del 2017, dovrebbe aggirarsi intorno ai 600 milioni, forse 700». Per poi proseguire nell’affondo: «S’è diffusa la notizia che una quota consistente delle coperture di questa tranche del disavanzo, intorno ai 200 milioni, arriverebbe da alcune economie della Sassari-Olbia. Io mi auguro seriamente che non sia così perché se si è costretti da una crisi di cassa paurosa ad attingere alle riserve di un’opera non ancora conclusa, cioè se si toglie protezione alla realizzazione della stessa infrastruttura per pagare un debito non governato, allora si è alla frutta». Per concludere: «Mi auguro vivamente che non siano vere le indiscrezioni che tra l’altro mi appaiono strane perché a mio avviso ci sarebbero seri problemi formali, mentre credo sia drammaticamente vero che la lunghezza della coperta sia a questo punto inadeguata alla grandezza dei problemi che la sanità sarda sta generando da non consentire più alcuna alchimia né retorica né contabile per mascherarla». Neanche quella di pescare 200 milioni da un appalto ancora in corso. Dalla giunta però non arrivano conferme che nella manovra di assestamento ci sia anche questo travaso di risorse dall’appalto pubblico alla sanità. Il passaggio dei 200 milioni potrebbe invece trovare spazio in un disegno di legge che la giunta – dopo il via libera alla manovra – dovrà comunque trasmettere al Consiglio e, a quel punto, qualche problema potrebbe esserci per la maggioranza visto il monito lanciato dall’ex assessore: «Per favore, non fate fesserie».
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