Confronto Erriu-Soru sulla legge urbanistica l’accordo non c’è
ARZACHENA. I mattoni del domani nascono davanti a un buon bicchiere di vino gallurese. Renato Soru e l’assessore regionale Cristiano Erriu, si confrontano sulla nuova legge urbanistica alle Cantine...
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ARZACHENA. I mattoni del domani nascono davanti a un buon bicchiere di vino gallurese. Renato Soru e l’assessore regionale Cristiano Erriu, si confrontano sulla nuova legge urbanistica alle Cantine Surrau. Posizioni diverse che convergono su un punto. La necessità che la Sardegna si doti di una legge snella, capace di alleggerire iter burocratici dal passo bisontico, che dia certezze. Erriu difende la sua creatura urbanistica. «Non bisogna fare leggi tanto per fare, ma buone leggi. E non si tratta di contrapporre le posizioni, come in modo volgare ha fatto un articolo bruttissimo dell’Espresso – commenta Erriu –. 10 anni di Ppr, 20 anni di vita delle disposizioni regolamentari in materia ambientale rappresentano un contesto che è un patrimonio comune. Pensare che la classe politica regionale abbia l’anello al naso anello e sia alla mercé del primo investitore col turbante che si presenta è offensivo». Soru difende il suo Ppr e i pilastri di sviluppo ecostenibile che sono la sua base. «Si pensa che ci sia un Pd diviso su questo tema, con una parte che pensa che non si deve fare nulla e tenere le cose come stanno, e con un’altra che vuole cancellare tutto. Un liberi tutti per mettere in moto le betoniere. Non è così. Non c’è nessuno che vuole bloccare e nessuno che vuole affondare nel cemento la Sardegna. Non è vero che il Ppr è contro gli ampliamenti degli hotel. Li consente anche nella fascia dei 300 metri. Ma non deve essere la Regione a dire i servizi ai quali sono destinati gli ampliamenti. Il Ppr consente anche di creare nuovi alberghi, ma non nelle zone intonse, che dobbiamo lasciare tali per il futuro. Se ne possono realizzare ma nelle aree già urbanizzate. E di sicuro non si può pensare di costruire altre seconde case. Ne abbiamo 300mila vuote per la maggior parte dell’anno». (se.lu.)
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