Confronto tra le proposte il nodo è sui 300 metri
Nella bozza della giunta previsti incrementi volumetrici nelle strutture ricettive Il testo dei soriani non prevede la creazione di nuovi edifici nella fascia protetta
3 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. La maggioranza di centrosinistra sull’urbanistica è scesa in campo con tutti gli effettivi possibili. Nell’ordine di apparizione sugli schermi del Consiglio regionale: c’è il disegno di legge della giunta, con in calce la firma dell’assessore del Pd Cristiano Erriu, poi quella presentata dai consiglieri Salvatore Demontis e Alessandro Collu soprattutto frutto di uno studio ispirato dall’ex governatore Renato Soru e infine, come terzo incomodo, il testo depositato dal gruppo di Articolo 1-Mdp, con l’apporto tecnico dell’architetto Alan Batzella. Per riassumere, due sono del Pd, la terza di un alleato del Partito democratico ed è davvero bella lotta intestina.
Le differenze. Fra le tre bozze i punti di contatto non sono tanti e ancora meno sul problema dei problemi: i premi di cubatura per gli alberghi all’interno della fascia super protetta dei 300 metri dal mare. È possibile un confronto? Sì, anche se per ovvi motivi quello che seguirà non sarà tecnico ma solo sintetico. Con una premessa che vale per tutte e tre le proposte: nella fascia più delicata della costa mai saranno ammesse nuove costruzioni ma solo «ristrutturazioni dell’esistente».
La proposta della giunta. Agli alberghi è concesso un aumento massimo del 25 per cento delle volumetrie. Inizialmente il premio era indistinto e con questa motivazione: «Saranno ammesse solo le strutture destinate a migliorare l’offerta turistica e ad allungare la stagione». Quindi: centri benessere, aree congressi, campi sportivi – realizzati anche lontano dalla struttura madre purché alle spalle dei 300 metri – ma nient’altro. Di recente però l’assessorato ha annunciato, durante un convegno organizzato ad Arzachena da Federalberghi – che «le piccole strutture ricettive potranno sfruttare il bonus anche per aumentare il numero delle stanze». Per poi ribadire invece che «nel caso delle grandi strutture il bonus avrà un tetto massimo di metri cubi realizzabili». Tetto che però non è stato ancora stabilito.
Proposta Soru e più. Anche secondo questa bozza sarà possibile un incremento delle volumetrie entro i 300 metri dal mare e la quota possibile non dovrà superare comunque il 25 per cento. La differenza è che non sono previsti i «corpi separati» – cioè gli ampliamenti dovranno essere sempre un tutt’uno con l’esistente – e obbligatoriamente alle spalle della casa madre. Poi nella proposta Soru la motivazione non ammette deroghe a questa clausola: manutenzioni e ristrutturazioni saranno possibili solo per migliorare i servizi di contorno agli alberghi. Neanche un accenno all’aumento del numero delle stanze.
Proposta Mdp. È la più restrittiva delle tre sul bonus volumetrie. Dal 25 per cento scende al 10 e potrà «essere concesso solo per migliorare l’offerta turistica». Con in più anche relazioni tecniche molto dettagliate sulla destinazione d’uso delle nuove strutture ed è anche previsto un calcolo complessivo preliminare del «suolo consumato fino a quel momento» dal Comune in cui «insiste la struttura ricettiva». Se il plafond massimo comunale, calcolato attraverso una serie di parametri legati alla sostenibilità turistica è stato superato, l’ampliamento chiesto dall’albergo non potrà essere concesso. (ua)
Le differenze. Fra le tre bozze i punti di contatto non sono tanti e ancora meno sul problema dei problemi: i premi di cubatura per gli alberghi all’interno della fascia super protetta dei 300 metri dal mare. È possibile un confronto? Sì, anche se per ovvi motivi quello che seguirà non sarà tecnico ma solo sintetico. Con una premessa che vale per tutte e tre le proposte: nella fascia più delicata della costa mai saranno ammesse nuove costruzioni ma solo «ristrutturazioni dell’esistente».
La proposta della giunta. Agli alberghi è concesso un aumento massimo del 25 per cento delle volumetrie. Inizialmente il premio era indistinto e con questa motivazione: «Saranno ammesse solo le strutture destinate a migliorare l’offerta turistica e ad allungare la stagione». Quindi: centri benessere, aree congressi, campi sportivi – realizzati anche lontano dalla struttura madre purché alle spalle dei 300 metri – ma nient’altro. Di recente però l’assessorato ha annunciato, durante un convegno organizzato ad Arzachena da Federalberghi – che «le piccole strutture ricettive potranno sfruttare il bonus anche per aumentare il numero delle stanze». Per poi ribadire invece che «nel caso delle grandi strutture il bonus avrà un tetto massimo di metri cubi realizzabili». Tetto che però non è stato ancora stabilito.
Proposta Soru e più. Anche secondo questa bozza sarà possibile un incremento delle volumetrie entro i 300 metri dal mare e la quota possibile non dovrà superare comunque il 25 per cento. La differenza è che non sono previsti i «corpi separati» – cioè gli ampliamenti dovranno essere sempre un tutt’uno con l’esistente – e obbligatoriamente alle spalle della casa madre. Poi nella proposta Soru la motivazione non ammette deroghe a questa clausola: manutenzioni e ristrutturazioni saranno possibili solo per migliorare i servizi di contorno agli alberghi. Neanche un accenno all’aumento del numero delle stanze.
Proposta Mdp. È la più restrittiva delle tre sul bonus volumetrie. Dal 25 per cento scende al 10 e potrà «essere concesso solo per migliorare l’offerta turistica». Con in più anche relazioni tecniche molto dettagliate sulla destinazione d’uso delle nuove strutture ed è anche previsto un calcolo complessivo preliminare del «suolo consumato fino a quel momento» dal Comune in cui «insiste la struttura ricettiva». Se il plafond massimo comunale, calcolato attraverso una serie di parametri legati alla sostenibilità turistica è stato superato, l’ampliamento chiesto dall’albergo non potrà essere concesso. (ua)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
