Turismo in Sardegna, stagione corta e mercato nero da battere

Gli obbiettivi: crescere nei mesi di spalla e puntare sulla qualità. Per gli albergatori il modello è quello del Trentino

SASSARI. Respira ancora, ma la Sardegna è ancora un nano tra le superpotenze del turismo. L’isola è prima in Italia per stagione lampo, dura appena 60 giorni, e mercato nero, oltre 100mila case vacanza. Un’identità ancora da trovare. Il turismo in Sardegna è una fabbrica senza un’idea troppo certa del prodotto. I numeri indicano che l’isola intercetta il 5% del turismo internazionale. Ma i suoi 3 milioni di visitatori nel 2016 sono lontanissimi dai 13 milioni di chi sceglie le Baleari.

Ancora più imbarazzante è il confronto della durata della stagione. I turisti nell’isola sono tutti concentrati in appena 60 giorni all’anno, contro i 138 giorni di stagione per le Baleari e i 210 di Malta. Secondo i dati del centro studi Cna. Il tentativo da anni è quello di allungare la stagione.

Ma quale il modello da seguire? Né Baleari né Malta. La Sardegna deve prendere ispirazione dal Trentino Alto Adige. Così almeno sottolinea Paolo Manca, numero uno di Federalberghi: più che pensare ai milioni di presenze di Ibiza e La Valletta l’isola deve fare suo il modello di Trento e Bolzano. «Il paragone tra la Sardegna e le Baleari non ha ragione di esistere, e nemmeno quello con Malta – taglia corto Manca –. Parliamo di modelli diversi. Noi dobbiamo guardare al modello Trentino Alto Adige. I trentini hanno impostato un sistema in cui la presenza del turista non altera il territorio come succede a Malta o alle Baleari. Quei territori hanno perso la loro essenza». 

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