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L’ex Idv Salis rischia di perdere il vitalizio

L’ex Idv Salis rischia di perdere il vitalizio

All’esame dell’Ufficio di presidenza il caso dell’ex consigliere regionale condannato dalla Cassazione

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CAGLIARI. La sentenza definitiva per peculato presto potrebbe far decadere anche dal vitalizio mensile l’ex consigliere regionale Adriano Salis dell’Idv. Una ventina di giorni fa la Cassazione ha confermato la condanna a un anno e mezzo di reclusione, emessa dalla Corte d’appello, per l’uso illegittimo di 65mila euro destinati al gruppo misto nella tredicesima legislatura. Oltre a essere il primo imputato condannato in via definitiva, a questo punto Salis potrebbe essere anche il primo a vedersi sospeso l’assegno mensile che per lui è di 3.520 lordi e 2.255 netti. Il caso è stato preso in carico pochi giorni fa dall’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, composto dal presidente dell’aula Gianfranco Ganau, dai due vicepresidenti e dai questori. Ed è entrato far parte dell’ordine del giorno dopo che il segretario generale ha sollevato un «evidente contrasto» – testuale – tra il regolamento interno e quanto previsto dal codice penale sulle cosiddette pene accessorie. Nel caso specifico, l’interdizione dai pubblici uffici. Contrasto da sanare proprio perché dopo la condanna definitiva per Salis dovrebbe scattare anche la sospensione dal beneficio del vitalizio. C’è ancora un po’ di tempo per decidere visto che all’Ufficio di presidenza ancora non è stato notificato il dispositivo della recente sentenza della Cassazione, ma è chiaro che ormai è solo questione di giorni. Quindi, in estrema sintesi, quando ci sarà la notifica del dispositivo il Consiglio dovrà essere pronto a tagliare immediatamente l’assegno mensile a Salis e poi eventualmente agli altri ex consiglieri che potrebbero vedersi confermata anche loro in Cassazione la condanna per i fondi ai gruppi.

Vicepresidente in bilico. È Ignazio Locci di Forza Italia, che a fine giugno è stato eletto sindaco di Sant’Antioco. Lo Statuto speciale impone l’incompatibilità fra i sindaci dei Comuni con oltre 10mila abitanti, è il caso di Sant’Antioco, e il seggio di consigliere regionale. Martedì la giunta delle elezioni chiederà a Locci di scegliere fra i due incarichi politici. Il caso sarà portato anche all’attenzione del Consiglio, sempre martedì, e a quel punto Locci avrà dieci giorni per decidere se rimanere in Consiglio o trasferirsi in Comune. Però, secondo alcune indiscrezioni, il vicepresidente sarebbe intenzionato a opporsi all’imposizione della giunta per le elezioni.

Ricorso inaspettato. Emanuele Cera di Forza Italia aveva annunciato che non avrebbe ricorso al giudice ordinario per la sua mancata nomina a consigliere regionale al posto di Oscar Cherchi, sospeso dopo la condanna in primo grado per i fondi ai gruppi. Invece il ricorso l’ha presentato ed è contro il Consiglio, che gli ha preferito Domenico Gallus, secondo dei non eletti nel collegio di Oristano, per una questione d’incompatibilità. Ieri la giunta delle elezioni ha deciso di costituirsi in giudizio.

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